Shopper a pagamento dal 1° gennaio, escluse quelle di carta

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Sacchetti di plastica per alimenti addio: nei supermercati troveremo solo shopper biodegradabili e compostabili a pagamento per trasportare frutta, verdura e altro. Al loro posto ci saranno shopper biodegradabili e compostabili ma saranno a pagamento.

Confcommercio invita i commercianti a porre la massima attenzione sulla normativa legata alle "shopper" entrata in vigore dal 1 gennaio 2018, che prevede l'obbligo di far pagare ai consumatori i sacchetti di plastica di qualsiasi tipo (anche ultraleggeri come quelli utilizzati per imbustare frutta e verdura), ma perfino le buste biodegradabili o compostabili.

Una novità che in molti non perdono tempo ad annunciare come l'ennesima stangata per i consumatori, ma vero è che almeno la novità consentirà il ricorso a sporte riutilizzabili come stanno facendo in altri Paesi. Tutti i sacchetti biodegradabili e compostabili ora obbligatori per l'ortofrutta dovranno contenere il 40% di materia prima da fonte rinnovabile, percentuale che salirà al 50% nel 2020 e al 60% nel 2021. Legambiente ricorda che in questi anni l'Italia si è dimostrata un esempio virtuoso in Europa per la riduzione dell'uso delle buste di plastica ed è stato il primo paese europeo ad approvare, nel 2011, la legge contro gli shopper non compostabili.

Incidenti stradali: scontro in A5, un morto e 6 feriti
I feriti - quattro ragazzi di 17 anni e due ragazze di 19 - sono stati trasportati all'ospedale Parini di Aosta. Viaggiavano tutti sul minibus e sono tutti residenti nella cintura di Milano.

Multe salatissime per gli esercenti che non ottempereranno alla nuova norma: da 2.500 euro a 25 mila e addirittura 100mila euro se la violazione riguarda quantitativi ingenti o se il valore delle buste fuori legge è superiore al 10 per cento del fatturato del trasgressore.

Ad accogliere i timori dei consumatori ci pensa il Codacons, che senza mezzi termini parla di una "tassa sulla spesa". Si tratta, spiega il presidente Carlo Rienzi, "di una vera e propria tassa occulta a danno dei cittadini italiani che non ha nulla a che vedere con la giusta battaglia in favore dell'ambiente. È assurdo e gravissimo che i costi di provvedimenti pseudo-ambientali siano scaricati interamente sugli utenti, trasferendo su di essi spese che dovrebbero essere solo a carico delle aziende e dell'industria".

A proposito dei costi del nuovo sistema, il direttore generale di Legambiente Stefano Ciafani ha dichiarato: "l'innovazione ha un prezzo ed è giusto che i bioshopper siano a pagamento, purché sia garantito un costo equo che si dovrebbe aggirare intorno ai 2/3 centesimi a busta".

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