A Milano un'inedita Frida Kahlo

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"Per quanto possa sembrare paradossale, è proprio il gran numero di eventi espositivi dedicati a Frida Kahlo che ha portato ad ideare questo nuovo progetto", spiega il curatore della mostra, "perché - contrariamente a quanto appare - la leggenda che si è creata attorno alla vita dell'artista è spesso servita solo ad offuscare l'effettiva conoscenza della sua poetica". I temi portanti della sua ispirazione artistica - come la ricerca costante della propria identità di donna e di artista, l'affermazione della "messicanità", la sofferenza fisica, la sua leggendaria forma di resilienza - si riflettono nel progetto d'allestimento della mostra, che si sviluppa attraverso quattro sezioni: Donna, Terra, Politica e Dolore.

"Frida Kahlo. Oltre il mito", a cura di Dielo Sileo, sarà in esposizione al Mudec fino al prossimo 3 giugno.

La mostra riunisce in un'unica sede espositiva per le prima volta in Italia tutte le opere provenienti dal Museo Dolores Olmedo di Città del Messico e dalla Jacques and Natasha Gelman Collection, le due più importanti e ampie collezioni di Frida Khalo al mondo.

Un'immagine dal percorso espositivo
Un'immagine dal percorso espositivo

Apre oggi al pubblico negli spazi del Mudec la mostra-evento sull'artista messicana più famosa e acclamata al mondo. In programma è previsto anche un appuntamento con il Festival della cultura messicana, che ha l'obiettivo di coinvolgere i visitatori del MUDEC in tante attività e laboratori per bambini e adulti, atelier di pittura e tessitura con artisti messicani alla scoperta del colore e della bellezza della natura, rappresentata nelle opere di Frida Kahlo.

Il corpo di Frida Kahlo, che ha iniziato il proprio percorso artistico con gli autoritratti, costretta a letto dopo il terribile incidente del 17 settembre 1925, è indubbiamente uno dei perni della sua intera opera. L'appuntamento milanese evidenzierà come Frida Kahlo nasconda ancora molti segreti e racconterà - attraverso fonti e documenti inediti svelati nel 2007 dall'archivio ritrovato di Casa Azul (dimora dell'artista a Città del Messico) e da altri importanti archivi qui presenti per la prima volta con materiali sorprendenti e rivoluzionari (archivio di Isolda Kahlo, archivio di Miguel N. Lira, archivio di Alejandro Gomez Arias) - nuove chiavi di lettura della sua produzione. La violenza dell'immagine in Frida Kahlo non è mai fine a se stessa, ma mezzo per l'attivismo della pittrice e donna, un modo per mandare in frantumi l'indifferenza e l'apparenza.

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