Biotestamento, primo caso di morte assistita dopo la legge

Share

Quattro volte sì ai medici che - come prescrive la legge - le hanno chiesto conferma della sua rinuncia alla ventilazione meccanica.

Il suo è il primo caso in Italia di applicazione del biotestamento che permette di chiedere ai medici la sospensione dei trattamenti in caso di accanimento terapeutico e fine vita.

Patrizia Cocco, quarantanove anni, di Nuoro, è il primo caso in Italia di una donna che ha deciso di staccare la spina da quando è entrato in vigore il biotestamento. A Patrizia è stata praticata la sedazione profonda per poi essere "estubata". Patrizia si era già rivolta in precedenza all'associazione Cappato per capire quello che avrebbe potuto fare: non sarebbe andata in Svizzera, ma sarebbe ricorsa al Tribunale per vedere riconosciuti i suoi diritti.

Younes, dietrofront choc: "Non so se andrò a Napoli in estate"
Motivazioni che, però, sembrano davvero limitate. " Younes sarà pure impazzito ma ha firmato un contratto con il Napoli! ". È bastato un gol con l'Ajax , segnato peraltro con la squadra B, per allontanare Amin Younes da un ritorno a Napoli .

L'avvocato della donna, Sebastian Cocco, ha dichiarato: "È stata una scelta di Patrizia molto lucida e coraggiosa". La morte di Patrizia è avvenuta è per soffocamento dopo la sedazione, a quel punto indispensabile, e rappresenta un unicum oltre il quale il futuro si delinea davanti come una possibile "normalità" di quanto successo di drammatico con la prima morte "autodecisa" e permessa dallo Stato. Patrizia Cocco, ha aggiunto il legale, "aspettava da anni la legge, che tutela il diritto alla salute, alla dignità e all'autodeterminazione". Prima di essa, infatti, i medici, anche in presenza di una volontà netta del paziente, dovevano comunque rivolgersi prima ad un giudice. La desiderava da tanto questa legge, Patrizia.

Sulla vicenda è intervenuto anche Mario Ricci, il medico antestesista rianimatore che nel 2006 aiutò Piergiorgio Welby ad interrompere la ventilazione artificiale. Ha combattuto per cinque lunghi anni contro quella malattia che la rendeva prigioniera nel suo corpo. Questo ha portato all'interruzione della respirazione e di conseguenza è morta. "Adesso vai, amore mio", sono state le ultime parole di mamma Salvatora, riportate dal Corriere della Sera. Ma la nuova legge le ha evitato il ricorso ai giudici. La vera novità, ha concluso il medico, è la possibilità di lasciare le proprie volontà per quando non si sarà più in grado di comunicarle ai parenti e ai dottori.

Share