Dj Fabo, Cappato: Corte d'Assise rinvia alla Consulta

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La questione finisce alla Consulta. I giudici di Milano hanno sospeso il processo e deciso di rimettersi al parere della Corte Costituzionale per valutare la legittimità del reato di aiuto al suicidio contestato a Marco Cappato nel processo sulla morte di Fabiano Antoniani.

Quello di Cappato è stato un atto di disobbedienza civile, ha spiegato l'avvocata e segretaria dell'Associazione Luca Coscioni Filomena Gallo e così la pensano probabilmente le pm Tiziana Siciliano e Sara Arduini che si sono rifiutate di rappresentare l'accusa in questo processo (perché "anche Cappato rappresenta lo Stato") e avevano chiesto l'assoluzione per l'esponente radicale "perché il fatto non sussiste". La pronuncia della Consulta è "un'occasione senza precedenti per superare un reato introdotto nell'epoca fascista", commenta in una nota l'associazione Luca Coscioni, un modo per consentire alle "persone capaci di intendere, affette da patologie irreversibili con sofferenze, di ottenere legalmente l'assistenza per morire senza soffrire anche in Italia, senza bisogno di dover andare in Svizzera".

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La sentenza arriverà nel pomeriggio, "non prima delle 14.30", come ha comunicato il presidente della Corte d'Assise, Ilio Mannucci Pacini, prima che i giudici si ritirassero in camera di consiglio. Il processo era iniziato lo scorso 8 novembre, scaturitodall'autodenuncia dello stesso Cappato ai carabinieri di Milanoil 28 febbraio 2017, il giorno dopo la morte nella clinica'Dignitas' di Antoniani, e dalla decisione del gip LuigiGargiulo, che respinse la richiesta di archiviazione dellaProcura e ordinò l'imputazione coatta per l'esponente radicalespiegando che l'imputato non solo aiutò Fabo a suicidarsi, ma loavrebbe anche spinto a ricorrere al suicidio assistito,"rafforzando" il suo proposito. Ma in seconda istanza la magistrata aveva chiesto l'eccezione di illegittimità costituzionale. Da lì partì l'indagine che lo vede ora imputato per aiuto al suicidio e per la quale rischia una condanna dai 5 ai 12 anni di carcere. Altro sarebbe essere assolto per incostituzionalità del reato. Cieco e paraplegico per via di un incidente in auto, Dj Fabo scelse la strada del suicidio assistito chiedendo aiuto all'associazione Luca Coscioni. La Corte d'Assise di Milano potrà: emettere sentenza di condannaperchè la Corte riterrà la condotta di Marco Cappato rientrante nell'art. Ed è questo - ha dichiarato - che farà ancora, per difendere il diritto di tutti di essere "liberi di sorridere, fino alla fine".

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