M5S: Di Maio in banca alla Camera

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Andrea Cecconi e Carlo Martelli sono, probabilmente, la punta di un iceberg. Si sono intascati milioni e milioni di euro a sbafo. Un vero e proprio ciclone a tre settimane dal voto. Il fondatore del Movimento Cinque Stelle è nella città di mare e del corallo ferita a morte dal crac della Deiulemar, la compagnia di navigazione dove erano custoditi i risparmi di quasi tredicimila famiglie che avevano investito nelle obbligazioni staccate dalla società secondo una consuetudine radicata nelle terre a vocazione marinara. Nei fatti, si è visto che si è trattato solo di slogan e belle parole. Ma la tensione nel M5s riguarda anche il caso del candidato ex-massone campano Catello Vitiello, cacciato anche lui.

I parlamentari del Movimento 5 stelle hanno versato 23 milioni di euro nelle casse di un fondo per il sostegno alle piccole e medie imprese. Il partito nato online vive ore di puro panico. In attesa del resconto ministeriale, Di Maio ha spiegato di non conoscere i nomi, sottolineando però che "chi non ha versato verrà espulso". Quelle persone come Cecconi e Martelli io li ho già messe fuori. "Non lo so, spero che stiano verificando tutti". "Altro che mele marce, Di Maio ha un'ortofrutta", ha aggiunto.

Potrebbe superare il milione di euro il 'buco' nelle restituzioni volontarie dei parlamentari del M5s sul conto del microcredito. Alla cifra di 226 mila euro di ammanco, che ha fatto scattare l'allarme per le mancate restituzioni, va infatti aggiunta la cifra versata al fondo dagli eurodeputati del M5s, pari a 606 mila euro, come certificato dallo stesso blog giorni fa. "Questo è un paese strano in cui restituisci 23,1 milioni e la notizia è che manca lo 0,1", scandisce Luigi Di Maio.

Inter, Spalletti:"Dobbiamo cominciare a metterci qualcosa in più"
In settimana, c'era moderato ottimismo per il recupero del bomber che, evidentemente, non è ancora pronto per tornare sul campo. Quando invece l'Inter attacca il modulo si ribalta in un 4-2-3-1 con Karamoh-Brozovic-Perisic dietro Eder .

A denunciare il fatto un ex esponente del Movimento in un'intervista a "Le Iene".

I competitor del M5S quasi non credono all'incredibile autogol venuto alla luce nelle ultime ore. "Querelatemi se dico il falso".

"Ho sbagliato a fidarmi dell'essere umano, c'è tempo per rimediare: queste persone appena individuate sono state allontanate. "Biso- gna che tu vada a Pesaro", gli ho detto", racconta l'ex premier. Poco dopo la diffusione di questo servizio delle Iene, i due hanno annunciato che, se saranno eletti, si dimetteranno. Per Maurizio Gasparri, i "grillini beccati con le mani nella marmellata" hanno fatto una figuraccia.

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