Papa Francesco: "Omelie brevi, altrimenti i fedeli dormono o escono a fumare"

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Ricorda il Papa che "per far giungere il suo messaggio, Cristo si serve anche della parola del sacerdote che, dopo il Vangelo, tiene l'omelia".

Le omelie devo essere brevi e non superare i 10 minuti. "La tradizionale tregua olimpica quest'anno acquista speciale importanza: delegazioni delle due Coree sfileranno insieme sotto un'unica bandiera e competeranno come un'unica squadra - ha detto il Papa - Questo fatto fa sperare in un mondo in cui i conflitti si risolvono pacificamente con il dialogo e nel rispetto reciproco, come anche lo sport insegna a fare".

Francesco elenca i rischi ai quali va incontro un prete che non si attiene alla brevità e alla chiarezza nel tenere l'omelia: "Quante volte vediamo che a volte durante l'omelia i fedeli si addormentano, o chiacchierano o escono fuori a fumare una sigaretta". In particolare il Pontefice, durante l'Udienza Generale Odierna in Aula Paolo VI, si sofferma sulla Liturgia della Parola, commentando la lettura del Vangelo e l'omelia.

"L'omelia - ha dunque raccomandato il Papa - sia breve ma ben preparata: si prepara con la preghiera e lo studio della parola e facendo una sintesi chiara e breve, non oltre 10 minuti per favore". "E l'omelia deve essere ben preparata, deve essere breve".

Sanremo, gli Alpini criticano Baglioni (e lui chiede scusa)
A stretto giro di posta, dal Festival di Sanremo , è arrivata la risposta del direttore artistico della manifestazione. Tra l'altro li ho anche salutati, avrei cantato con loro chiedendomi se si fossero sentiti nel collegamento.

R. - È chiaro che nel momento in cui noi, come Stato italiano in questo caso, andiamo a togliere dei contributi, dei finanziamenti a quello che è il servizio dello Stato sociale, creiamo sempre più situazioni di povertà, magari anche di quelle povertà che non sono così evidenti ma che ci sono; pensiamo a tante famiglie monoreddito, pensiamo agli anziani, pensiamo ai giovani che non trovano lavoro.

Per Papa Francesco l'omelia non dove essere, insomma, una conferenza o una lezione. Anzitutto prestando debita attenzione, assumendo cioè le giuste disposizioni interiori, senza pretese soggettive - prosegue -, sapendo che ogni predicatore ha pregi e limiti.

Non tutte le colpe sono quindi dei sacerdoti: "Se a volte c'è motivo di annoiarsi per l'omelia lunga o non centrata o incomprensibile, altre volte - ha ammesso Bergoglio - è invece il pregiudizio a fare da ostacolo".

"Se ci mettiamo in ascolto della buona notizia, da essa saremo convertiti e trasformati, pertanto capaci di cambiare noi stessi e il mondo", ha concluso il Papa: "Perché la buona notizia entra dalle orecchie, va al cuore e arriva alle mani per fare delle opere buone". L'omelia anche segue la parola del Signore, e fa questo percorso: "fa sì che la parola del Signore arrivi alle mani, passando per il cuore". "Chi può aiutare i sacerdoti se non i fedeli che sono loro sinceramente vicini?" Sì alla libertà! No alla tratta!'. E dunque, "invito tutti, cittadini e istituzioni, a unire le forze per prevenire la tratta e garantire protezione e assistenza alle vittime". "Preghiamo affinché il Signore converta il cuore dei trafficanti e dia la speranza di riacquistare la libertà a quanti soffrono per questa piaga vergognosa", ha detto Francesco prima dei saluti ai fedeli di lingua italiana che, come di consueto, concludono l'appuntamento del mercoledì con i fedeli. "Avendo poche possibilità di canali regolari, molti migranti decidono di avventurarsi per altre vie, dove spesso li attendono abusi di ogni genere, sfruttamento e riduzione in schiavitù - sottolinea il Papa - Le organizzazioni criminali, dedite alla tratta di persone, usano queste rotte migratorie per nascondere le proprie vittime tra i migranti e i profughi".

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