Per la prima volta in Italia retina artificiale impiantata in paziente cieca

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L'equipe di medici specialisti in chirurgia vitreoretinica e oftalmoplastica diretta dal professore Francesco Maria Bandello, ha impiantato alla paziente affetta da retinite pigmentosa, una protesi sottoretinica, ovvero un un modello di retina artificiale, che grazie al microchip impiantato che ha una misura di 3 millimetri e contiene 1600 sensori, consentirà gradualmente il recupero della vista.

Una retina artificiale è stata impiantata per la prima volta in Italia in una paziente non vedente di 50 anni.

La paziente, una donna, oltre ad attenersi a tutte le terapia post-operatorie, dovrà attendere circa un mese per l'accensione del chip che darà stimoli elettrici alla retina, stimoli che verranno tradotti in segnali visivi. Si tratta del sistema di visione artificiale in assoluto più evoluto al mondo, che può restituire una visione indipendente da supporti esterni (come telecamere o occhiali).

Potrebbe sembrare banale e veloce l'inserimento di un microchip, invece la squadra di specialisti diretta da Marco Codenotti - responsabile del servizio di Chirurgia vitreoretinica del San Raffaele - ha impiegato ben quindi ore per portare a termine l'intervento. Alla base di questo intervento, la sostituzione dei fotorecettori della retina (le cellule specializzate che traducono la luce in segnali per il cervello) non più funzionanti con un microscopico apparato elettronico in grado di svolgere quella funzione di trasformazione della luce in stimolo elettrico.

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E lo stesso Eder , autore della rete del momentaneo vantaggio, in questo momento è sicuramente più vivo di Perisic e Candreva . La mente, insomma, è senz'altro il problema di fondo, e però è altrettanto vero che la testa si cura solo coi risultati.

LA PRIMA PAZIENTE ITALIANA - Questo modello di protesi retinica, di altissima avanguardia, è stato finora impiantato in pochissime persone, e solo in due centri europei. Il 20 gennaio 2018 è stato eseguito il primo impianto italiano, al San Raffaele.

Afferma l'ingegnere Elena Bottinelli, amministratore delegato dell'IRCCS Ospedale San Raffaele: "Questo intervento conferma la vocazione dell'Ospedale San Raffaele e di tutto il Gruppo ospedaliero San Donato di adottare sempre le soluzioni più innovative per i propri pazienti". Intervento reso possibile grazie al finanziamento totale dell'operazione, da parte di Banca Mediolanum.

La malattia genetica della donna ha provocato una perdita graduale della vista che ha avuto il suo apice all'età dei 25 anni.

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