Scuola, firmato nuovo contratto: aumenti da 81 a 111 euro

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Lo comunicano i sindacati nazionali e le sigle di settore di Cgil, Cisl e Uil in una nota congiunta. È arrivata così la firma del contratto della scuola per un milione di dipendenti: docenti e Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari), dopo nove anni.

Gli aumenti salariali sono in linea con quanto stabilito dalle confederazioni con l'accordo del 30 novembre 2016; per la scuola da un minimo di 80,40 a un massimo di 110,70 euro; pienamente salvaguardato per le fasce retributive piu' basse il bonus fiscale di 80 euro.

Nessun aumento dell'orario di servizio.

"Il contratto segna una svolta significativa sul terreno delle relazioni sindacali, riportando alla contrattazione materie importanti come la formazione e le risorse destinate alla valorizzazione professionale. Rafforzati tutti i livelli di contrattazione, a partire dai luoghi di lavoro, valorizzando in tal modo il ruolo delle Rsu nell'imminenza del loro rinnovo".

Italia paese per vecchi, nuovo minimo storico nascite
Non si rilevano variazioni significative sulla speranza di vita alla nascita: 80,6 anni per gli uomini e 84,9 anni per le donne. Nel 2017 si conteggiano 464mila nascite , nuovo minimo storico e il 2% in meno rispetto al 2016, quando se ne ebbero 473mila.

Tra le altre novità si pone l'accento sul diritto alla disconnessione, che "mette al riparo la dignità del lavoro dall'invasività delle comunicazioni affidate alle nuove tecnologie".

Usb che non può certo essere amica consenziente dell'Amministrazione, come è giusto che sia per un sindacato; opera per tutelare i diritti di tutti i dipendenti ed ha ripetutamente avanzato proposte (inascoltate) per risolvere il problema del pagamento del salario accessorio in modo puntuale e senza l'annoso ritardo. Un contratto che comprende gli addetti dell'università e della ricerca. I sindacati chiudono parlando del personale docente: "Si è ottenuto di rinviare a una specifica sequenza contrattuale la definizione del codice disciplinare con l'obiettivo di una piena garanzia di tutela della libertà di insegnamento". Il rinnovo era un impegno preso e mantenuto. "Valorizzare chi lavora nei settori della conoscenza e' un investimento per il futuro", scrive il ministro dell'Istruzione Valeria Feedeli.

Si tratta di una scelta che potrebbe penalizzare la qualità dell'attività di insegnante, scatenando una corsa alla richiesta di ore, poiché sembrerebbe che valorizzazione vada di pari passo con "maggiore ore di lavoro, oltre quelle frontali".

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