Speciale Ict: Tim, ok a societarizzazione della rete

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La separazione societaria delle rete Tim è ad un passo.

L'incontro tenutosi in mattinata tra l'amministratore delegato del Gruppo, Amos Genish e il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, ha nuovamente imposto di discutere circa l'ipotesi di scorporo della rete.

"È un dato epocale - ha detto Calenda - perché di questa cosa si parla da 20 anni e per la prima volta viene presentato un piano razionale, articolato che prevede una societarizzazione della rete".

Al ministro Genish, accompagnato dal direttore Stategy, Mario Di Mauro, ha illustrato la sua proposta: una società separata legalmente, Netco, la cui proprietà resta al 100% nella mani di Tim ma con un suo board, con rappresentanti istituzionali di cui uno gradito al governo e uno dell'Agcom, e una sua governance indipendente. "Il feedback rispetto all'operazione è molto positivo, poi sia noi che l'Agcom faremo delle analisi di dettaglio tecniche del progetto", ha sottolineato, riconoscendo al manager della telco di aver "contribuito molto a rasserenare il clima con il Governo".

Di Battista: 'Italiani rincoglioniti'
Quando il Cavaliere diede dei 'coglioni' agli elettori che non lo votavano, nel 2006, perse le elezioni con Prodi. Roma, 7 feb. (AdnKronos) - " Di Battista insulta tutti noi dicendo che gli 'italiani sono rincoglioniti' .

Il 6 marzo prossimo il piano di separazione della rete potrebbe essere portato sul tavolo di discussione del Consiglio di Amministrazione per l'approvazione finale, che sarà tuttavia preceduta dal via liberà delle autorità competenti e del Governo. Interpellato sull'eventuale quotazione, il ministro ha puntualizzato che "adesso siamo un pezzo prima. Questo è importante per il Governo e per Tim".

Quanto al ricorso sul Golden power presentato da Tim "non se ne è neanche accennato, loro - spiega il ministro - l'hanno dovuto fare, ma mi hanno ribadito che vogliono essere costruttivi e adempienti" con le indicazioni del provvedimento. Di fatto, Tim rischia una multa fino a 300 milioni di euro (pari all'1 per cento del fatturato annuo combinato di Tim e Vivendi) per la mancata notifica al Governo dell'assunzione di controllo sulla compagnia.

A chi chiedeva se nel nuovo board della società separata ci sarà una persona di gradimento dell'esecutivo, Calenda ha precisato che "già il golden power prevede una persona di gradimento" nel board di Tim.

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