Vaccini. Quando la campagna elettorale passa per la salute dei bambini

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"Per colpa della Lorenzin e dei ritardi nelle prenotazioni della Regione Lazio, da marzo i bambini ancora in attesa della vaccinazione rischiano di essere cacciati dai nidi e dalle scuole di infanzia per i restanti quattro mesi di questo anno scolastico ed educativo" ha scritto su Facebook Virginia Raggi. La pentastellata sottolinea di appoggiare "con profondo convincimento la richiesta formulata dall'Assemblea Capitolina" con l'obiettivo di "salvaguardare la linearità di percorso di un bisogno educativo, che non si può negare per alcun motivo plausibile e che si tratta invece di garantire, consentendo a tutti i bambini, a partire da quelli tra 0 e 6 anni, di giungere alla conclusione dell'anno educativo e scolastico 2017/2018 senza interruzioni di sorta nella frequenza e nella totale continuità educativa e didattica". Con la sua mossa Virginia Raggi, secondo il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, "cerca di aggirare la deroga del 10 marzo per la presentazione delle certificazioni".

"I bambini rischiano di essere cacciati dalla scuola per il caos della Lorenzin. I loro diritti vanno tutelati". Già in mattinata Lorenzin aveva avvertito: "Non si può scherzare sulla pelle dei nostri bambini". In pratica il comune di Roma chiede che sia "rispettata la continuità didattica ed educativa con particolare evidenza verso i bambini regolarmente iscritti all'asilo nido e alla scuola dell'infanzia (fascia 0-6 anni), i cui genitori non avessero ancora assolto l'obbligo di vaccinazione". Il decreto #vaccini è stato studiato anche per tutelare quei bambini troppo piccoli per essere vaccinati e quelli affetti da malattie per le quali non possono accedere alle vaccinazioni.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Difatti la multa, se pagata dai genitori, non comporta l'esclusione del piccolo nella scuola dell'infanzia, elemento che invece nella scuola dell'obbligo pregiudica la corretta istruzione dei ragazzi.

"Quindi, secondo la Lorenzin, il pagamento di una multa scongiurerebbe il rischio di contagio. - evidenzia - O, addirittura, i virus riuscirebbero a distinguere e contagiare i bambini in base alla loro scuola di appartenenza". Dopo la presa di posizione della sindaca di che ieri ha scritto alla ministra e al presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti per informarli della mozione, approvata all'unanimità dall' Assemblea Capitolina, riguardo alla necessità di rispettare la continuità didattica ed educativa per tutti gli alunni non ancora vaccinati. Credo che in questa posizione non ci sia alcuna scientificità ma soltanto sciatteria e mancanza di preparazione.

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Altri pazienti sono stati ora candidati a questo trattamento sperimentale. E' il primo paziente italiano curato con tale metodo rivoluzionario.

Nel suo post, la sindaca sostiene che sia lo stesso Pd a "sbugiardare la ministra".

Renzi ha citato Matteo Salvini perché il leghista ha subito dato ragione alla Raggi, cavalcando anche lui una questione che sembra stargli particolarmente a cuore. "Ma sono stati smascherati".

Le motivazioni che hanno spinto Virginia Raggi a scrivere ai Ministri e agli altri organi istituzionali competenti sono contenute nella lettera che si conclude con una dichiarazione di convincimento proprio a firma della Sindaca che lascia poco spazio alle interpretazioni.

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