Addio al giornalista Piero Ostellino Fu direttore del Corriere della Sera

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Ex direttore del Corriere della Sera tra il giugno 1984 e il febbraio 1987, ha lavorato per il quotidiano di via Solferino dal 1967 al 2015, quando è poi approdato a Il Giornale. Liberale e garantista fondò il Centro Einaudi di Torino e fu corrispondente da Mosca (1973-1978) e da Pechino (1979-1980).

Si era laureato in Scienze politiche all'università di Torino dove, all'inizio degli anni Sessanta, aveva anche fondato la rivista "Biblioteca della libertà". Piero Ostellino è scomparso a 82 anni.

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Autore di numerosi saggi di carattere storico e politico, fu prima di tutto giornalista, raccontando la politica italiana e mondiale senza lesinare critiche. Un'esperienza, quella vissuta in terra russa, che volle raccontare nel libro pubblicato qualche anno dopo, nel 1977, "Vivere in Russia". Dopo il Corriere della Sera, Ostellino nel 2015 approdò al "Giornale", continuando a sognare per il futuro del nostro Paese un modello più simile alle democrazie anglosassoni, mettendo in primo piano i diritti individuali delle persone.

Tornato a occuparsi del mondo sovietico, nel 1984 era giunto alla direzione del Corriere, raccogliendo il testimone da Alberto Cavallari (il direttore che aveva risollevato il quotidiano dopo lo scandalo della Loggia P2). Poi editorialista e titolare della rubrica settimanale Il dubbio. Da sempre dalla parte dei cittadini spesso schiacciati da tasse eccessive e un sistema giudiziario farraginoso, nel 2009 pubblicò con Rizzoli un libro di denuncia dall'eloquente titolo 'Lo Stato canaglia'.

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