Arrestato il boss ndranghetista, voleva bruciare viva una famiglia di rumeni

Share

Nell'ambito dell'operazione "Nerone" la Polizia di Stato di Reggio Calabria ha individuato il boss Antonino Labate, 68 anni, autore dell'incendio appiccato a un'abitazione nella zona sud del capoluogo calabrese a fine febbraio. I fatti risalgono al 27 febbraio scorso, quando fu data alle fiamme l'abitazione di fortuna in cui aveva trovato riparo una 46enne rumena senza fissa dimora, che ospitava quel giorno altri connazionali con bambini. Gli occupanti della casa stavano festeggiando un compleanno, quando improvvisamente si accorsero delle fiamme che divampavano all' interno, facendo appena in tempo a mettersi in salvo scavalcando una finestra posteriore che dava su un cortiletto circondato da alti muri di cinta.

Appena scattato l'allarme al 113 i Vigili del Fuoco e le Volanti si erano immediatamente recate sul posto per domare l'incendio.

Per far luce sull'episodio si sono rivelati fondamentali i filmati registrati dai sistemi di video sorveglianza esaminati dagli investigatori della Polizia.

Francia, fermato Nicolas Sarkozy per finanziamenti illeciti dalla Libia
Gli inquirenti sospettano che Nicolas Sarkozy sia stato finanziato in maniera poco trasparente dalla Libia di Gheddafi . Hortefeux, precisa Lci, è stato interrogato in libera audizione e contrariamente a Sarkozy non è in stato di fermo.

La tesi investigativa è che Labate, durante un litigio, la mattina del rogo, avrebbe picchiato con un bastone la donna rumena che occupava l'immobile con i suoi ospiti, minacciandoli di "bruciarli vivi" perché avevano abbandonato alcuni sacchetti di spazzatura accanto all'ingresso di un podere di sua proprietà. L'accurata analisi delle immagini riprese dalle telecamere posizionate sulle strade vicine al luogo del delitto, ha consentito ai poliziotti della Squadra Mobile di accertare che, nello stesso pomeriggio, LABATE Antonino, era andato a riempire un bidone di benzina, con una bicicletta elettrica, presso un distributore di carburanti della zona, dopodiché si era recato a casa dei rumeni per appiccare l'incendio al fine di "bruciarli vivi". Secondo gli investigatori, non ci sono dubbi che sia stato il boss a incendiare il luogo dove abitava la donna straniera di 46 anni.

(LaPresse) Arrestato un capo della ndrangheta di Reggio Calabria.

I delitti che la Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria contesta all'uomo arrestato questa notte dai poliziotti della Squadra Mobile sono tentato omicidio plurimo e incendio doloso aggravati dalle modalità mafiose. Il clan di Reggio Calabria vuole decidere chi può vivere o meno nelle loro zone, una manifestazione di arroganza che non spetta a loro, ma che è stata messa in pratica proprio nelle scorse ore con la violenza.

Share