Bankitalia, boom di nuovi poveri: "Uno su quattro a rischio"

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Alla fine del 2016 la ricchezza netta media delle famiglie italiane era pari a 206mila euro, in calo di 12mila euro rispetto al valore di fine 2014. Secondo le informazioni riportate dagli oltre 7.000 nuclei familiari intervistati da Bankitalia, nel 2016 il reddito annuo familiare, al netto delle imposte sul reddito e dei contributi sociali, è stato in media pari a circa 30.700 euro (30.600 euro nel 2014). L'incidenza di questa condizione, che interessa perlopiù le famiglie giovani, del Mezzogiorno o dei nati all'estero, è salita al 23 per cento (dal 19,6% del 2006), un livello mai raggiunto dalla fine degli anni '80, per essere precisi il più alto dal 1989, anno di inizio delle serie storiche dello studio. Peraltro oltre il 40% di questa quota è detenuta dal 5% più ricco, che ha un patrimonio netto in media pari a 1,3 milioni di euro. Al 30% delle famiglie piu' povere invece l'1% della ricchezza. Lo dice la Banca d'Italia nell'Indagine sui bilanci delle famiglie italiane.

Infine non cambia la quota di italiani indebitati con un mutuo, mentre si riduce il debito al consumo, ma solo nelle famiglie con capofamiglia di oltre 45 anni. Al netto della variazione dei prezzi è un valore sostanzialmente analogo a quello rilevato nelle indagini sul 2012 e sul 2014 ma ancora inferiore di circa il 15 per cento a quello registrato nel 2006, prima dell'avvio della crisi finanziaria globale. Secondo Bankitalia, la somma dei beni mobiliari e immobiliari al netto delle passività delle famiglie italiane ammonta a 206mila euro nel 2016. Per contro, sono diminuiti, ancorché in misura contenuta, i redditi da lavoro autonomo, da proprietà e da pensioni e trasferimenti; in quest'ultimo caso, il calo è derivato dalla riduzione della quota di famiglie che li percepiscono, a fronte di una crescita dei loro valori medi. Una crescita che non riguarda solo il sud del paese, dove il 13,3% degli individui vive in famiglie senza alcun percettore di reddito da lavoro rispetto al 6,1 nel nord e 6,9 nel centro. Tra il 2006 e il 2016, la quota di persone che vivono in nuclei familiari con due o più percettori di redditi da lavoro è diminuita dal 50,7 al 45,4 per cento, anche per effetto di fattori demografici.

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Infatti il 70% delle famiglie possiede l'abitazione in cui vive (una quota piuttosto stabile, anche se in calo significativo per le fasce piu' giovani) e le attivita' 'reali' - che includono appunto immobili, ma anche aziende e oggetti di valore - pesano per ben l'87% del patrimonio lordo delle famiglie italiane. Sale invece la quota delle famiglie che detengono attività finanziarie: anche qui, c'è un forte squilibrio nella distribuzione.

Intanto si riduce il numero di famiglie indebitate."Nel 2016 la quota di famiglie indebitate è ancora diminuita, al 21 per cento dal 23 nel 2014, proseguendo la tendenza avviatasi nel 2010 - conclude Bankitalia -". L'11% delle famiglie indebitate è vulnerabili, deve pagare cioè una rata superiore al 30% del proprio reddito.

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