Corte Conti indaga su Berlusconi-De Gregorio: lente su compravendita senatori

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Successivamente De Gregorio passò al centrodestra e il suo voto fu poi determinante -come detto- per la caduta del secondo governo Prodi nel gennaio 2008. Motivo per cui il dossier è passato alla Corte dei Conti che un anno fa ha aperto un fascicolo.

A Silvio Berlusconi e Sergio De Gregorio potrebbe essere chiesto di risarcire lo Stato italiano per i danni legati alla vicenda della compravendita dei senatori ai tempi del secondo governo di Romano Prodi.

Nelle motivazioni di quella sentenza, andata in prescrizione il 20 aprile 2017, i giudici sostenevano che "le dazioni di denaro effettuate da Berlusconi, tramite Lavitola (ex direttore dell'Avanti condannato a sua volta, ndr), a De Gregorio sono state effettuate quale corrispettivo della messa a disposizione del senatore e, quindi, della sua rinuncia a determinarsi liberamente nelle attività parlamentari di sua competenza, e non certo come mero finanziamento al Movimento Italiani nel Mondo". Per la stessa vicenda De Gregorio, che ha ammesso le responsabilità, ha patteggiato una condanna a 1 anno e 8 mesi.

L'inchiesta della guardia di Finanza, coordinata dai magistrati contabili, è partita dopo la fine del processo penale a carico di Berlusconi.

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Berlusconi, compravendita senatori: Corte dei Conti indaga sugli effetti che la presunta tangente in favore di De Gregorio ebbe sull'aumento dello spread e sul danno d'immagine per l'Italia.

De Gregorio ammise di aver stretto un accordo nel 2006 con il leader di Forza Italia, dichiarando, nel corso delle indagini, di aver ricevuto tre milioni di euro per lasciare il gruppo al Senato dell'Italia dei valori, che faceva parte del centrosinistra, ed entrare nel gruppo misto. Non è escluso che entro la fine della primavera possa arrivare "l'invito a dedurre", l'atto di chiusura degli accertamenti. Berlusconi potrebbe dover pagare di tasca sua per il danno d'immagine subito dallo Stato.

Nella pronuncia i giudici della Corte d'Appello di Napoli scrivevano che "Berlusconi ha agito, pacificamente, come privato corruttore e non come parlamentare nell'esercizio delle sue funzioni".

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