Curare il cancro al seno con la naturopatia? Morta una 46enne Video

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È questa la commovente email che una donna siciliana malata di tumore al seno ha scritto a un oncologo del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (in provincia di Pordenone) per presentare il proprio caso.

'Le parole di quella donna mi risuonano ancora nella testa e di questo caso parlo spesso durante i convegni, perché non si discute mai abbastanza dei trattamenti non convenzionali che non sono per forza di cose dannosi, ma devono essere valutati sempre da un medico', ha concluso il Dott. Purtroppo ha scelto di curare il cancro al seno seguendo un naturopata: la terapia era a base di fiori di Bach e il discusso metodo Hamer', ha raccontato il medico ad Adnkronos. "Sono precipitata da 42 a meno di 30 in qualche settimana". Tutto fino a debilitare fortemente l'organismo della donna che quando si è rivolta al medico di Aviano era "in fin di vita, dolorante, con problemi respiratori, debilitata e sottopeso di 10 chili". La malattia nel frattempo aveva continuato a progredire. Qui racconta di aver seguito i consigli di un naturopata di sua conoscenza e che definisce "un lupo travestito da agnello" che l'ha ridotta in fin di vita.

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Provare a sconfiggere il cancro senza chemio può portare alla morte. Di fronte alle lusinghe di chi promette una guarigione miracolosa e senza sofferenze c'è chi - preso dalla disperazione - è disposto a crederci.

Nello specifico, una donna siciliana di 46 anni è deceduta perché, invece di affidarsi a un medico, ha provato a guarire dal tumore al seno utilizzando metodi naturali, ovviamente inefficaci. E ha scoperto, come riporta ArsTechnica, che nella manciata di casi (appena 281 tra il 2004 e il 2013) di pazienti che si sono curati esclusivamente con le medicine alternative la possibilità di morire a cinque anni dall'inizio del "trattamento" è dalle 2,5 alle 5,7 volte maggiore che per coloro che si sono curati con la chemioterapia, la radioterapia o la chirurgia. Era però troppo tardi, la donna infatti è morta poco tempo dopo il ricovero con il tumore che ormai era diventato irreversibile con le metastasi che avevano fatto il loro corso. Berretta aggiunge che "l'aloe può compromettere l'attività terapeutica di ciascuna sostanza, con il risultato di una riduzione o talvolta di un potenziamento del suo effetto che nei casi più gravi può giungere sino all'intossicazione". Lo studio Use of Alternative Medicine for Cancer and Its Impact on Survivalpubblicato sul JNCI: Journal of the National Cancer Institute prende in esame proprio questa categoria di pazienti.

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