Di Maio alla stampa estera chiede responsabilità a tutte le forze politiche

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"Altro che responsabilità, insulta il ministro dell'Economia che ha garantito la tenuta del Paese e la sua ripartenza per poi predicare dialogo: una farsa. Dovrebbe accorgersi che il tempo della propaganda è finito". "Per noi la volontà del popolo è sacra", ed è "una linea coerente con una forza politica che vuole andare al governo", sottolinea.

Tra i sondaggi e le analisi post-voto più curiosi e interessanti, quelle condotte da Quorum-YouTrend hanno affrontato un dato relativo ai candidati eletti nei collegi uninominali: non si tratta però dei "big", dei ministri o dei capi partito, bensì di quelli che hanno maggiormente convinto o deluso gli elettori tanto da farli votare in massa o votarli al minimo sindacale per poter eleggerli al Parlamento in entrata nei prossimi mesi. Lo afferma il capo politico del M5S, Luigi Di Maio, incontrando la stampa estera.

"Noi non contempliamo nessuna ipotesi di governo istituzionale e di governo di tutti: gli italiani hanno votato un candidato premier, un programma e una squadra".

"Chiedo - è il suo appello - responsabilità a tutte le forze politiche: il debito, la disoccupazione, la tassazione delle imprese e la disoccupazione giovanile non aspettano le liti di partito". "Non siamo disponibili a immaginare una squadra di Governo diversa da quella espressa dalla volontà popolare: c'è stata una grande investitura, e sfido chiunque a dire che il programma M5S è un programma estremista".

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Il precedente è quello del 2017 con l'allora neo-single Di Maio (che aveva lasciato da poco la fidanzata Silvia Virgulti) e le voci hanno subito corso vorticose fino a riprendere ossigeno dopo questa nuova foto che li vede insieme in un momento di relax sul lungomare.

Oltre a discorsi ormai vecchi di una settimana sul significato del "voto postideologico", durante la Conferenza Stampa Luigi Di Maio risponde anche a questioni più tecniche. Quasi una provocazione, sembra che pensi 'ora che vado all'opposizione avveleno i pozzì dicendo che c'è instabilità. "Io mi ispiro molto al gioco di squadra, non credo all'uomo solo al comando, il nostro è un lavoro di squadra", coordinato e improntato a cambiare i dogmi della legislatura, l'obiettivo è quello del cambiamento e "se vogliamo parlare di cambiamento - incalza il leader - prima di tutto vengono temi come la lotta alla disoccupazione, alla povertà".

E questo perché sa benissimo che se davvero dovesse mostrare quella responsabilità che oggi lui chiede ad altri partiti, ne avrebbe soltanto da perdere. Se andassimo al governo sarei contento di discutere a quei tavoli su come rivedere i parametri sugli investimenti: "noi abbiamo a cuore l'idea di ridurre il debito pubblico ma con misure espansive".

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