Di Maio, festa a Pomigliano D'Arco "Siamo proiettati al governo del Paese"

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Come confermato a ilfattoquotidiano.it da fonti che chiedono di restare anonime, le manovre sono in corso già dal giorno dopo il voto: l'anima dissidente del Pd renziano, che fa capo soprattutto ad alcune delle figure più istituzionali e agli ex ds, sta lavorando all'intesa per fare in modo che i 5 stelle possano formare il governo. Ma di certo questo dubbio dimostra che c'è bisogno di una revisione forte per il sistema costituzionale: un sistema alla francese, ad esempio, che ha dato la possibilità di costruire una leadership, rispetto a una prospettiva di mantenere inalterato un sistema parlamentare come il nostro in un contesto che è sostanzialmente cambiato. E anzi, i movimenti sono cominciati proprio in chiave anti-renziana.

"Parlino con M5s o difficile legislatura parta" - "Ci sono da eleggere i presidenti delle Camere, noi siamo pronti al dialogo con tutti ma dovete venire a parlare con noi perché - sottolinea - è difficile fare qualcosa in questa legislatura". L'elemento che deve far riflettere a mio avviso è un altro: la risposta dei partiti di centrodestra e centrosinistra ha funzionato da moltiplicatore di voti per i Cinque Stelle, hanno fatto scelte che invece di tentare di contrastare il fenomeno l'hanno favorito. Lo scrive il leader del M5S, Luigi Di Maio, in una lettera a Repubblica in cui invita i partiti a partecipare al cambiamento dell'Italia. Un concetto particolarmente caro al costituzionalista Mattarella, che non è assolutamente "interventista" come il predecessore Giorgio Napolitano.

Un governo Pd-Di Maio, ma senza Di Maio.

Di Maio si è detto "fiducioso che il presidente della Repubblica saprà guidare questo momento con autorevolezza e responsabilità". Tocca a loro dimostrare cosa sono capaci di fare.

Allegri: "Dobbiamo fare i complimenti a tutti"
Al fischio finale lui scappa negli spogliatoi, quasi sempre con il sorriso, perché Massimiliano Allegri vine quasi sempre . Ma la squadra è stata paziente, ha aspettato il momento buono e poi in dieci minuti ha ribaltato la gara.

Per Di Maio la portata del voto del 4 marzo "è immensa e segna uno spartiacque con tutto quello che è venuto prima" e una cosa è sicura: "Da qui non si torna più indietro". "Il riferimento alle mancate elezioni del 2017 e alla campagna elettorale troppo tecnica sono vere e proprie bordate". Non è possibile che ora inizino teatrini, che si avviino giochi di palazzo e strategie alla House of Cards.

"Non siamo una forza territoriale, siamo inevitabilmente proiettati al governo di questo Paese, non come altri che sono forze politiche territoriali che stanno a oltre 15 punti da noi". Credo si tratti di considerazioni che probabilmente non ascolterete in tv e non leggerete sui giornali. "Noi stiamo all'opposizione", è quello che ripetono i renziani più fedeli.

Dopo la vittoria elettorale Luigi Di Maio, candidato premier del M5s, lancia un appello a tutte le forze politiche, in vista delle consultazioni e della formazione del nuovo governo, per voltare pagina e cambiare l'Italia. "In ogni caso perderebbe credibilità", dicono con ottimismo i renziani. È proprio vero, certe lobby non si smentiscono mai: Franza o Spagna purché se magna.

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