Elezioni, effetto M5S e Lega sulle banche in borsa: sale lo spread

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L'euro scende sotto 1,23 dollari dopo il voto in Italia. A Milano vola Tim in rialzo del 5,4%, nel giorno dell'approvazione dei conti del 2017 e del piano 2018-20.

A pesare sono stati soprattutto i crolli dei titoli bancari e quello di Mediaset, che hanno registrato flessioni superiori al 5 per cento. In positivo le banche che ieri hanno risentito di forti perdite. Tra i migliori del Ftse Mib spiccano Fca (+2,28%) e Banco Bpm (+2,06%), mentre in coda al listino, oltre a Saipem, c'è Luxottica (-0,8%). Ben comprate Stm (+3,20%) e Exor (+2,33%) e rialzi sopra il punto percentuale anche per Recordati, Moncler, Campari e Buzzi Unicem.

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Sulla mobilità sostenibile, la data per la prima Ferrari ibrida è il 2019. È un marchio eccezionale, su cui dobbiamo puntare. Abbiamo capacità produttiva per le decisioni che abbiamo preso in passato su Cassino, Mirafiori e le ex fabbriche Bertone.

La Borsa di Milano non teme le incertezze generate dalle ultime votazioni e anzi chiude in testa ai listini europei, con Ftse Italia All-Share a 24.412,12 punti (+1,76%) e Ftse Mib a 22.202,50 punti (+1,75%).

La situazione dei mercati appare abbastanza fluida e ieri dopo una partenza in netto calo a Piazza Affari, si è avuto un recupero grazie anche al risultato positivo del referendum in Germania relativamente all'accordo per la formazione del nuovo Governo con SPD e CDU di Merkel. Alla chiusura di venerdì 2 marzo lo spread si attestava a 134 punti base. Il rendimento del titolo decennale italiano è all'1,99%.

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