Embraco, i licenziamenti slittano a fine dicembre

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Ci sarà - ha spiegato- il coinvolgimento del fondo di reindustrializzazione del Cipe e l'attivazione di un fondo per evitare la delocalizzazione.

Dopo trattative dirette e un lavoro di mediazione tra il numero uno di Whirlpool, Marc Bitzer, e il ministro Carlo Calenda (con l'intervento del presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani) l'azienda avrebbe accettato, dunque, di sospendere i licenziamenti e di prorogare la sua uscita dallo stabilimento torinese di Chieri al 1 gennaio 2019. Se da un lato l'azienda anche nei colloqui degli utlimi giorni ha ribadito di non volere retrocedere dalla chiusura delo stabilimento a causa di impegni presi con gli investitori, dall'altro materialmente la procedura di licenziamento potrebbe slittare almeno fino alla fine dell'anno. Sulla stessa falsariga il segretario Uil, Carmelo Barbagallo: "Non ci sarà un verbale di accordo perché hanno proposto il congelamento dei licenziamento, chiedendoci di accettarli al 30 novembre".

"Embraco - aggiunge la nota - rimane impegnata a lavorare, nelle prossime settimane, in stretta collaborazione con i rappresentanti dei lavoratori e con le istituzioni per finalizzare un accordo legalmente sostenibile e nei migliori interessi di lungo periodo per tutto il personale coinvolto". "Embraco - si spiega- ha presentato una nuova soluzione alternativa per sostenere i dipendenti di Riva presso Chieri per un periodo di tempo piu' esteso, mantenendo le proprie attivita' operative fino alla fine del 2018, e portando avanti al contempo la ricerca di un partner per la reindustrializzazione del sito". "L'intransigenza di Embraco va tolta dal tavolo".

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Quest'ultime interesseranno anche le regioni Tirreniche e nella mattinata anche le aree Ioniche ed Adriatiche. Venti moderati orientali su Canale di Sicilia e Sardegna, settentrionali altrove.

"Nessun part time e nessun impatto su naspi sono accettabili. Noi i licenziamenti non li firmiamo", aveva detto.

Intanto al Sermig di Torino è in corso l'assemblea delle fabbriche metalmeccaniche torinesi. Lo ha detto il segretario confederale della Cgil, Maurizio Landini, lasciando la sede del Mise. "E la strada giusta - ha aggiunto - è responsabilizzare Whirpool che oggi non può fare finta di nulla". I commenti non devono necessariamente rispettare la visione editoriale de Il Sole 24 ORE ma la redazione si riserva il diritto di non pubblicare interventi che per stile, linguaggio e toni possano essere considerati non idonei allo spirito della discussione, contrari al buon gusto ed in grado di offendere la sensibilità degli altri utenti.

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