Germania, Cdu approva Grosse Koalition

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Dei 975 delegati presenti solo 27 hanno votato contro la riedizione del governo con la Spd. Il risultato sarà reso noto domenica 4 marzo. Non sa bene dove metterle, le mani, le tiene strette, un po' sulla difensiva, chissà da che parte arriverà il colpo, chissà quanto sarà forte, e se farà male. I tedeschi hanno preferito Angela Merkel ma non le hanno però dato una maggioranza autonoma e definita. Intercettata dai cronisti su questa scelta, la Merkel ha risposto che "le osservazioni critiche al suo lavoro non sono un problema" e che comunque da Spahn ha avuto "l'impressione che la sua priorità è affrontare i problemi nell'interesse della Germania". "Vogliamo decidere noi, prima che lo facciano altri". Nel nostro vicinato domina la guerra. Un segnale molto importante è arrivato in queste ultime ore con il cancelliere che ha deciso di rendere noti alcuni dei nomi della futura squadra governativa. I nomi sono stati presentati alla vigilia del congresso straordinario dei cristiano-democratici (Cdu): nonostante l'accordo politico sia definito e il programma di governo di larghe intese già ufficializzato, la Merkel sta aspettando che i 463.000 tesserati socialdemocratici della Spd confermino che il loro partito sosterrà il suo nuovo mandato in parlamento e che quindi ci siano accettabili margini di governabilità.

Il messaggio è chiaro: affrontare tutte queste sfide implica stabilità, e una vera stabilità - per la Germania e per l'Europa - è possibile solo in presenza di una nuova Grosse Koalition. "Ma non potrà accadere che si viva a spese degli altri".

Napoli, Mertens porta le pizze ai senzatetto
La foto era stata scattata all'interno di una scuola in cui un insegnante stava impartendo lezioni di francese. Dove un pasto caldo dà una gioia tale che l'eurogol più bello, a confronto, è il nulla.

Merkel non ha voluto lasciare dubbi su quali siano le forze antagoniste del processo di una "nuova Europa": è il populismo nazionalista dell'Afd, sono tutti quelli che riempiono di "slogan pieni di odio" il dibattito pubblico.

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