Guerra nel PD, Renzi dimissionario detta la linea del congresso

Share

Questa situazione delinea diverse ipotesi di governo tra le quali spesso si inserisce la possibilità di alleanze tra alcuni membri del Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle, nonostante il segretario del #Pd Matteo #Renzi abbia espresso nella sua prima dichiarazione post elezioni, che intende restare all'opposizione. Che cosa può interessare se vado o meno in Direzione? Questo è il messaggio che arriva forte e chiaro dalle urne. Nei prossimi anni il PD dovrà stare all'opposizione degli estremisti.

Il risultato rischia fortemente di essere quello che il risultato elettorale in fondo contiene in se stesso: sotto il 20 per cento e sotto il 20 per cento il Pd sta, il Pd rischia la vaporizzazione.

Droga, due arresti della polizia
Quel giorno è entrato nel supermercato poco minuti prima dell'orario di chiusura e si è nascosto in un ripostiglio. Ha trovato le chiavi del distributore di gratta e vinci ed ha rubato 477 tagliandi, per un valore di 2109 euro.

"Abbiamo subìto una sconfitta netta alle elezioni, una sconfitta chiara ed evidente". E ricorda che un leader c'è già ed è il presidente del consiglio Paolo Gentiloni.

"A fronte di una delle più pesanti e drammatiche sconfitte subite dalla sinistra italiana nel corso della sua storia, le formule di rito, le riflessioni approfondite proclamate e mai attuate, le dimissioni post-datate che mirano a sequestrare la linea politica di quel che resta del PD sono atti di irresponsabilità politica, che rischiano di sancire definitivamente l'irrilevanza del centrosinistra nel nuovo assetto politico italiano, sempre più orientato verso un nuovo bipolarismo". In più di due anni abbiamo mostrato la nostra sfiducia e la nostra inimicizia a tutti i responsabili del furto dei risparmi e delle nostre vite, abbiamo smascherato le loro bugie e le loro becere promesse. Non abbiamo colto quella opportunità. Dopo il 40% alle europee, ci sono state quattro altre sconfitte tra cui l'umiliazione della bocciatura della riforma costituzionale al referendum. Minniti ha saputo cambiare percezione del problema e la sostanza della soluzione del problema con un lavoro che viene riconosciuto anche dagli avversari. In più immagino che il presidente del partito Matteo Orfini leggerà la lettera di dimissioni di Renzi, che spero confermerà una decorrenza immediata. Su 100 elettori che nel 2013 avevano votato il Partito Democratico di Bersani, oggi appena 60 hanno confermato il voto al PD di Renzi. "Sarà il caso di fare un congresso serio e risolutivo, non uno che si apre e non finisce mai, ma uno che permetta al leader di fare ciò per cui è stato eletto". "Questo ovviamente - ha concluso - mi addolora in modo particolare". A sgombrare il campo dal dubbio che Renzi possa fare una retromarcia, ci ha pensato il Coordinatore Lorenzo Guerini: "Nessuna dilazione, le dimissioni di Renzi sono verissime".

Share