Immigrazione clandestina, sequestrata nave ProActiva Open Arms

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La Procura di Catania ha disposto il sequestro della nave della Ong spagnola ProActiva Open Arms, da sabato scorso ormeggiata nel porto di Pozzallo, dopo lo sbarco di 218 migranti che l´equipaggio aveva salvato e rifiutato di consegnare alla Libia. Scoppiano le polemiche. "Hanno istituito il reato di solidarietà": questo il commento polemico dell'avvocata Rosa Emanuela Lo Faro, che difende il comandante della Open Arms.

Dopo i salvataggi di ieri c'era stato uno scontro tra la ong spagnola e la Guardia costiera libica che reclamava i migranti soccorsi: la nave spagnola aveva però opposto un rifiuto, anche se non aveva avuto- fino a poco prima- l'autorizzazione a dirigersi verso un porto europeo.

Il fermo è stato eseguito su indagini della polizia della squadra mobile di Ragusa e del Servizio centrale operativo (Sco) di Roma. Secondo l'accusa ci sarebbe la volontà di portare i migranti in Italia anche violando leggi e accordi internazionali, e non consegnandoli ai libici. Indagati il comandante e il coordinatore a bordo della nave e il responsabile della Ong.

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Si prende la palla e si riparte subito, così si manda un messaggio all'avversario. "È sempre la prossima partita". Al momento ci sono 22 elementi e questioni di doppio ruolo, come quello di Molinaro , Ansaldi o Barreca.

Replica: reato di solidarietà umana? "Non ho potuto ancora leggere il provvedimento - aggiunge - perché nonostante io sia il legale del comandante hanno notificato il fermo e l'avviso di garanzia a un legale d'ufficio".

Il provvedimento arriva dalla procura di Catania, e non da quella di Ragusa nel cui comprensorio si trova Pozzallo, poiché è ipotizzato un reato associativo, di competenza di una Direzione distrettuale, nella fattispecie quella di Catania, la procura che da oltre un anno indaga sul traffico di migranti dalla Libia e sul ruolo delle Ong.

Quando la motovedetta libica si è presentata in acque internazionali nei pressi del gommone che stava affondando ha preteso sotto la minaccia delle armi la consegna di donne e bambini che i volontari della Open Arms avevano già portato a bordo. Si attendono sviluppi nelle prossime ore. "Impedire il salvataggio delle vite a rischio in alto mare per riportarle con forza in un paese non sicuro come è la Libia equivale ad effettuare un respingimento ed è in contrasto con lo status di rifugiato delle Nazioni Unite".

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