Morto l'imprenditore Giuseppe Soffiantini, sequestrato dall'Anonima nel 1997

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Il 17 giugno 1997 fu prelevato con la forza dalla sua casa di Manerbio (Brescia) da una banda guidata da Mario Moro, ex pastore di Ovodda.

Lo scorso maggio, la moglie di Soffiantini, Adele Mosconi, si è spenta all'età di 82 anni dopo una lunga malattia. A rapirlo fu una banda dell'Anonima sequestri, come venivano chiamati i gruppi di criminali - spesso di origine sarda - che fecero decine di rapimenti in Italia tra gli anni Sessanta e Novanta. Inoltre un blitz per la liberazione dell'ostaggio fallì e nel conflitto a fuoco rimase ucciso l'ispettore Samuele Donatoni. Il rapimento di Soffiantini viene ricordato per un episodio particolarmente drammatico: il 25 gennaio 1998, venne inviato negli studi del Tg 5, allora diretto da Enrico Mentana, la cartilagine del suo orecchio insieme a una lettera.

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E poi non dev'esserci un minuto di interruzione specie nelle partite importanti, ma il VAR è per gli errori evidenti. Questi anni senza 'tituli' sono da accettare. "Un po', ma mi basta la mia panchina e le miei partite per soffrire".

Brescia - È morto l'imprenditore tessile bresciano Giuseppe Soffiantini. Il riscatto pagato ammontò a cinque miliardi di lire.

Il lungo sequestro, durato 237 giorni, vide il susseguirsi anche di diversi momenti drammatici. Delfino, dopo aver indagato sulle bierre (nome in codice 'Giaguaro uno'), fu arruolato nell'ex Sismi - gestì le indagine per conto dell'intelligence sul ritrovamento del cadavere di Roberto Calvi sotto il ponte dei Frati Neri a Londra - per poi tornare nei ranghi dei carabinieri e giungere a un passo dalla nomina a comandante generale dell'Arma.

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