Oscar 2018: ma di che ci lamentiamo?

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Quello di Frances McDormand migliore protagonista per Tre manifesti a Ebbing, Missouri è stata una chiamata alle armi: "Chiedo a tutte le donne candidate stasera di alzarsi in piedi", ha urlato dal palco, incitando Meryl Streep a dare l'esempio. E solo pochi giorni fa mi sono detto: se ti trovi sul podio non dimenticare che fai parte di un lignaggio di cineasti e così voglio dedicare questo premio ai giovani registi che ci fanno vedere tante cose nuove.

Un pezzetto di gloria, anche, per il nostro cinema, che vistosi escluso nella corsa al titolo di miglior lungometraggio in lingua straniera, categoria nella quale, alla fine, l'ha spuntata il cileno "Una donna fantastica" di Sebastiàn Lelio, si è rifatto con l'ormai celeberrimo "Chiamami con il tuo nome" del siciliano, dalla carriera decisamente internazionale, Luca Guadagnino. L'altra, sulla statuetta Oscar: "È l'uomo perfetto: tiene le mani a posto, non dice parolacce, non ha neanche il pene: è il simbolo del tipo di uomo di cui abbiamo bisogno oggi". Coco vince Miglior film d'animazione e Miglior canzone.

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Grazie a questa presenza la serie ha ricevuto più di un riconoscimento dalla comunità Lgbt. Saranno sempre una parte della famiglia di Shondaland.

Il premio come Miglior film è stato annunciato da Warren Beatty e Fave Dunaway, protagonisti lo scorso anno, ma non responsabili, del clamoroso errore nell'assegnazione dell'ultima e più importante statuetta. D'altronde il Gary Oldman visto nei panni del premier britannico Winston Churchill, alle prese con i problematici primi anni del suo mandato a Downey Street, nel biografico "L'ora più buia" di Joe Wright non ha veramente avuto rivali nell'attuale stagione cinematografica. Al momento della consegna della statuetta per la migliore regia, ha faticato a nascondere l'emozione, ringraziando tutti coloro che l'hanno supportato in questa avventura: "Anche io sono un immigrato come Alfonso, come Selma, come molti altri".

È "La forma dell'acqua" del regista Guillermo del Toro a trionfare nel corso della notte degli Oscar. Miglior montaggio sonoro (sound editing) a Richard King e Alex Gibson per il film Dunkirk. Sulla passerella che introduce al Dolby Theatre per la serata della 90ma edizione degli Oscar, dominano negli abiti delle star soprattutto tutte le sfumature del rosa - dal pallido al fucsia -, del rosso e del viola in particolare. Meritatissimo anche l'Oscar per l'eccellente caratterista Sam Rockwell, poliziotto razzista e 'mammone' nel film di Martin McDonagh.

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