Papa Francesco: "Tante paure, lo straniero come nemico"

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Perché il futuro del mondo "globale è vivere insieme". Sono le prime parole a braccio del Papa, un fuori programma sulla famosa piazza trasteverina, Santa Maria in Trastevere.

"Buonasera, non tanto buona con questo tempo".

In piazza di Santa Maria in Trastevere a Roma, molti fedeli hanno atteso l'arrivo di papa Francesco, anche sotto la pioggia.

Il Pontefice incontra rappresentanze venute da diverse città d'Italia e dal mondo, con giovani e poveri amici della Comunità, tra cui i profughi arrivati con i corridoi umanitari, senza fissa dimora, anziani e bambini. La novità e l'incisività di questo ministero papale non devono mettere in ombra la sua continuità col magistero dei Predecessori: per accennare solo ad alcuni tratti essenziali, si può affermare che Francesco si colleghi a Giovanni XXIII, il "Papa buono", per l'amabilità; a Paolo VI, che a ottobre sarà da lui canonizzato, per il coraggio riformatore.

"Il mondo oggi - ha sottolineato il Papa - è spesso abitato dalla paura. Insomma da che parte vengono la vita e la storia". Interi mondi sono scomparsi, come i regimi dell'Est e le forze dell'utopia rivoluzionaria. E la violenza è accovacciata alla porta di ogni società.

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L'emendamento include anche il " Pensiero di Xi Jinping " nella Costituzione, così come "il ruolo guida" del Partito Comunista Cinese (PCC) nel suo primo articolo.

Per Papa Francesco occorre dunque lavorare per una "globalizzazione della solidarietà". Si vede "tanta gente che ha voglia di fare il bene, non solo rabbia ma molto amore".

Così la rabbia e "l'egocentrismo si guariscono, se andiamo incontro con simpatia, rendiamo ragione della speranza e aiutiamo a incontrare i poveri, che sono veri maestri di verità della vita. Sono contento di essere qui con voi". "Su di esso è scritto il carisma di questa comunità". E Francesco ci tiene a ribadirli: "Questo è il talento della Comunità, maturato in cinquant'anni. Li ricevete nuovamente oggi con gioia". "Quest'uomo non ha saputo investire il talento nel futuro, perché si è fatto consigliare dalla paura". "È una malattia antica: nella Bibbia ricorre spesso l'invito a non avere paura.Il nostro tempo conosce grandi paure di fronte alle vaste dimensioni della globalizzazione". E le paure si concentrano spesso su chi è straniero, diverso da noi, povero, come se fosse un nemico.

In questi cinque anni non sono mancati gli incidenti di percorso, come nomine sbagliate causate probabilmente dalla poca conoscenza dell'ambiente romano o dichiarazioni un po' avventate, poco protocollari, che non hanno mancato di scatenare gli oppositori. "L'atmosfera di paura può contagiare anche i cristiani".

Infine, è la sinodalità l'idea chiave che ispira Papa Bergoglio nel suo servizio alla Chiesa cattolica: la parola greca "sinodo" vuol dire "camminare insieme". "Vi incoraggio - ha aggiunto Francesco - a essere anche creatori di legami, tra gli spazi urbani e quelli rurali, tra il mondo degli studi e quello delle professioni, affinché il dinamismo dei vostri territori sia sempre arricchito dalle varie specificità". Pensiamo ai "dolori del popolo siriano, di cui avete accolto in Europa i rifugiati". Com'è possibile che, dopo le tragedie del ventesimo secolo, si possa ancora ricadere nella stessa assurda logica? "L'uomo è in ascolto della parola o del silenzio di Dio nella misura in cui si apre, amando liberamente, a questo messaggio della parola o del silenzio del Dio della rivelazione" (Uditori della parola, Borla, Torino 1967, 145). E questa è la "spiritualità che viene dal Concilio, che insegna una grande e attenta compassione per il mondo".

Un "anniversario cristiano", non per fare bilanci ma per trasformare la fede in "nuova audacia per il Vangelo", che sia la pazienza di una missione quotidiana a Roma nel mondo: quella di "valicare i confini e i muri per riunire". Non dite mai: Io che c'entro? Ciascuno è chiamato a cambiare il proprio cuore assumendo uno sguardo misericordioso verso l'altro, per diventare artigiano di pace e profeta di misericordia. "Siamo fratelli di tutti e, per questo, profeti di un mondo nuovo; e la Chiesa è segno di unità del genere umano, tra popoli, famiglie, culture". Bisogna continuare "audacemente" su questa strada. Continuate a stare accanto ai bambini delle periferie con le Scuole della Pace, che ho visitato; continuate a stare accanto agli anziani: a volte sono scartati, ma per voi sono amici. Continuate ad aprire nuovi corridoi umanitari per i profughi della guerra e della fame. Lo ribadisce domenica pomeriggio: "I poveri sono il vostro tesoro".

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