Pd, Orfini: Renzi si è dimesso formalmente, insensato discuterne ancora

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La Direzione, a questo riguardo, prenderà atto delle dimissioni di Renzi e avvierà le procedure del caso, affidando il compito di guidare il partito nella prossima delicatissima fase al vicesegretario Maurizio Martina, così come prevede lo Statuto (è sbagliato perciò perlate di "reggente"): quando il segretario si dimette subentra il vice fino all'Assemblea nazionale (entro 30 giorni). Andrea Orlando la qualifica come "mossa brillante dal punto di vista comunicativo" (ripercorrendo un po' la definizione - "operazione di marketing per sviare da rimborsopoli" - data da Renzi alla lista dei ministri M5S) per "spostare il dibattito interno" sulle alleanze "oscurare" così il tema del risultato elettorale. Così il presidente Pd, Orfini. "Come non lo ha disquisire del percorso conseguente le dimissioni che e' chiaramente definito dal nostro statuto e che non consente margini interpretativi ne' soluzioni creative". "Come da lui richiesto nella lettera di dimissioni, e come previsto dallo statuto - ha proseguito - ho immediatamente annunciato la convocazione dell'assemblea nazionale per gli adempimenti conseguenti". E' quanto emerge dalla riunione dell'area Orlando che si è appena conclusa alla Camera.

Per la scelta dei presidenti delle Camere "evitiamo assi privilegiati con i Cinquestelle ma anche evitiamo di costruire assi con il centrodestra, va costruita un'intesa il più ampia possibile che coinvolga tutte le forze politiche possibili". Da subito, a partire dalla composizione delle delegazioni che saliranno al Colle per le consultazioni.

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Se tali "stravaganze" fossero state compiute da un cittadino qualunque, non sarebbe certamente finita così, ma con un bel TSO . Un attacco inaspettato le è stato sferrato anche al comizio di Milano , con cui ha concluso la sua campagna elettorale.

Anche la minoranza Pd dice no a un'alleanza di governo con i 5 Stelle. Dice un big renziano: "Matteo lo sa che la sua esperienza da segretario è chiusa, finita". "Da lunedì, dopo la Direzione -si spiega- deve aprirsi una fase nuova che deve portarci a discutere seriamente del fatto che abbiamo raggiunto il 18 per cento, una sconfitta di proporzioni storiche". Con il paradosso di non avere neanche una linea politica alternativa.

Di sicuro, o quasi, c'è che il Pd andrà all'opposizione. La discussione tuttavia mostra la corda.

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