Risparmio a lungo termine: chiarimenti fisco su Pir

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L'obiettivo della norma è canalizzare il risparmio delle famiglie verso investimenti produttivi di lungo termine, favorendo in questo modo la crescita del sistema imprenditoriale italiano.

La legge ha introdotto nell'ordinamento un regime di non imponibilità per gli investimenti tramite piani individuali di risparmio a lungo termine.

A spiegare quali sono i vantaggi e le agevolazioni previsti per chi investe i propri risparmi in piani individuali di risparmio a lungo termine è la circolare dell'Agenzia delle Entrate, arrivata dopo la pubblicazione lo scorso mese di ottobre delle linee guida MEF sul regime di non imponibilità introdotto dalla Legge di Bilancio 2017. Condizione per fruire del regime è effettuare investimenti in attività finanziarie riconducibili ad imprese italiane ed estere (radicate in Italia), rispettando determinati vincoli di composizione, limiti di concentrazione e divieti nonché mantenere gli investimenti per almeno 5 anni.

Ad usufruire del nuovo regime di non imponibilità introdotto dalla legge sono le persone fisiche fiscalmente residenti nel territorio dello Stato che conseguono redditi di natura finanziaria al di fuori dell'esercizio di un'attività di impresa.

In particolare, il chiarimento più importante reso dall'Agenzia delle Entrate con la circolare n. 3/E/2018 riguarda gli strumenti finanziari derivati, che sono ammessi nell'ambito del PIR solo a determinate condizioni.

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Qui il Comunicato Stampa e qui la Circolare delle Entrate. Dal punto di vista oggettivo, invece, a essere coinvolti sono i redditi di capitale (art. 44 del Tuir) e i redditi diversi di natura finanziaria (art. 67, comma 1).

Per consentire ai destinatari delle somme investite di poter contare su risorse stabilmente destinate alla produzione di beni e servizi, il legislatore collega il regime fiscale al mantenimento dell'investimento per un periodo di tempo minimo pari a cinque anni (cd. minimum holding period).

Altro chiarimento rilevante per gli operatori riguarda la possibilità di usare il criterio del costo medio ponderato complessivo in caso di dismissione degli investimenti in alternativa al costo medio annuo previsto dalla normativa specifica.

Il vincolo di durata quinquennale dei piani individuali di risparmio prevede che nel caso di dismissione o mancato rispetto delle regole previste dalla Legge, i redditi percepiti saranno soggetti a tassazione ordinaria senza l'applicazione di sanzioni.

In caso di attività ceduta o rimborsata, sarà possibile permanere nel PIR e beneficiare delle agevolazioni fiscali previste nel caso di reinvestimento entro 90 giorni in altri strumenti finanziari.

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