Spia avvelenata, May chiede spiegazioni a Mosca

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Diventa pubblica e deflagra di fronte al parlamento britannico l'accusa contro Mosca per l'attacco chimico con un agente nervino che domenica 4 marzo ha lasciato fra la vita e la morte l'ex spia russa Serghei Skripal e sua figlia Yulia. Skripal e la figlia sarebbero stati avvelenati nella cittadina di Salisbury la settimana scorsa. Lo ha affermato la premier Theresa May nel corso del suo intervento alla Camera dei Comuni, annunciando che l'ambasciatore dovrà chiarire se la Russia abbia volontariamente condotto l'attacco o "abbia perso il controllo" di sostanze pericolose dai suoi laboratori chimici, visto che il gas nervino usato viene prodotti in laboratori russi. Secondo May, le tossine usate a Salisbury sono "del tipo" di sostanze che Mosca produce.

Il ministero degli Esteri russo ha bollato come "uno show da circo" le dichiarazioni rese in Parlamento dalla premier britannica Theresa May, secondo quanto riferisce l'agenzia Interfax. In ogni caso, il ministro degli Esteri Boris Johnson ha già chiesto ieri spiegazioni all'ambasciatore russo Alexander Yakovenko.

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La precisazione arriva dopo che, lunedì, il segretario di Stato americano Rex Tillerson si è detto "indignato" per il fatto che la Russia "appaia coinvolta ancora una volta" nel tentato omicidio di un privato cittadino "sul territorio di una nazione sovrana". May ha quindi evocato la possibilità di "estendere le misure" e le sanzioni contro la Russia. May ha aggiunto anche che i rapporti della Gran Bretagna con la Russia non sono destinati a tornare al livello di "business as usual" e che è pronta a "parlare con gli alleati" della Nato per coordinare le risposte in caso di mancanza di "risposte credibili" da Mosca.

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