Addio a Taviani, maestro del cinema

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88 anni. era malato da tempo.

Nato a San Miniato, in provincia di Pisa, è morto dopo una lunga malattia. Il corpo dell'artista sarà cremato in forma privata. Vinse, assieme a Paolo, la Palma d'Oro a Cannes nel 1977 con Padre Padrone e l'Orso d'Oro a Berlino con Cesare non deve morire.

Figlio di un avvocato dichiaratamente antifascista, Vittorio Taviani ha animato i cineclub sanminiatesi e pisani nel secondo Dopoguerra. Nel 1954 abbandona gli studi e, sempre insieme al fratello e a Orsini, realizza una serie di documentari a sfondo sociale.

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Disagi anche per il traffico aereo all'aeroporto Fontanarossa con alcuni voli dirottati e altri in ritardo. D Scoglitti a Punta Secca, la furia del vento ha strappato i teloni di plastica e danneggiato le colture.

Esordisce insieme a fratello e ad Orsini nel 1962 con un 'Un uomo da bruciare', con Gian Maria Volonté, amara pellicola che racconta la vita di Salvatore Carnevale, tornato al suo paese per lottare contro la mafia.

La carriera dei fratelli Taviani è proseguita con importanti film, successi di critica e pubblico e tanti premi. Con il fratello Paolo, di due anni più giovane (nella foto qui sopra con Vittorio), aveva scritto alcune delle pagine più significative del cinema italiano. A recitare sono i detenuti del carcere di Rebibbia, diretti dal regista teatrale Fabio Cavalli. L'ultimo lungometraggio è Una questione privata del 2017, tratto dal romanzo di Fenoglio.

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