Coldiretti: contro allarmi stabilimento produzione in etichetta

Share

La novità, accolta con soddisfazione da Coldiretti che la considera "un freno agli inganni con patria e tricolore in un prodotto su quattro" è giudicata invece inutile dal Codacons che chiede trasparenza anche e soprattutto sulle materie prime. E' il commento di Coldiretti all'entrata in vigore di etichette con sede e indirizzo dello stabilimento di produzione o di confezionamento che non saranno più tabù nell'etichetta degli alimenti. In caso di inadempimento, la multa da pagare va da 2.000 a 15.000 euro, per la mancata indicazione della sede dello stabilimento o se non è stato evidenziato quello effettivo nel caso l'impresa disponga di più stabilimenti.

Da oggi, dopo 180 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale avvenuta nell'ottobre del 2017, è entrato ufficialmente in vigore il Decreto Legislativo n. 145, una norma che prevede appunto l'obbligo di indicare sull'etichetta la sede e l'indirizzo dello stabilimento di produzione o di confezionamento degli alimenti.

Secondo l'associazione dei consumatori, l'84% dei cittadini ritengono fondamentale conoscere, oltre all'origine degli ingredienti, anche il luogo in cui è avvenuto il processo di trasformazione. Due prosciutti su tre venduti oggi in Italia provengono da maiali allevati all'estero senza che questo venga evidenziato chiaramente in etichetta dove non è ancora obbligatorio indicare l'origine, come avviene anche per il fiume di 200 milioni di chili di succo di arancia straniero che valica le frontiere e finisce nelle bevande all'insaputa dei consumatori perché l' etichetta - sottolinea la Coldiretti - non lo dice.

Crolla muro a Crotone, morti due operai
Sul posto, oltre ai sanitari del 118, sono arrivati carabinieri, polizia, vigili del fuoco e gli uomini della municipale. Entrambi morti sul colpo, uno è originario di Isola Capo Rizzuto mentre l'altro è un cittadino ucraino .

Va inserito lo stabilimento di produzione.

Per fermare il falso made in Italy, proteggere la salute, tutelare l'economia e bloccare le speculazioni, la Coldiretti e Fondazione Campagna Amica hanno avviato una mobilitazione popolare dal titolo #stopcibofalso nei confronti dell'Unione Europea. Una battaglia per la trasparenza condotta dalla Coldiretti che ha portato molti risultati anche se - continua la Coldiretti - oltre 1/4 della spesa degli italiani è ancora anonima con l'etichetta che non indica la provenienza degli alimenti, dai salumi ai succhi di frutta fino alla carne di coniglio. La Coldiretti afferma infatti che sia proprio l'origine dei cibi a determinare le scelte di acquisto del 96% dei consumatori.

Con il nuovo sistema, esauriti i vecchi lotti di alimenti, si dà il via ad una vera e propria operazione trasparenza che coinvolge anche i prodotti che qualificano anche la Dieta Mediterranea come olio, pelati e conserve di pomodoro, pasta e riso.

Share