Dazi: tra Usa e Cina scoppia la guerra della soia

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Proprio la Cina mercoledì aveva risposto ai primi dazi di Trump minacciando 50 miliardi di costi aggiuntivi su 106 prodotti in entrata in Cina, tra cui la soia e la carne di maiale.

La Cina ha invitato l'Unione europea ad "agire insieme" contro il protezionismo commerciale varato dal presidente statunitense Donald Trump, all'indomani di possibili nuovi dazi per 100 miliardi di dollari (93,5 miliardi di franchi) minacciati dal magnate americano.

Il presidente Trump ha affermato: "Quando un paese (gli USA) sta perdendo molti miliardi di dollari per gli scambi commerciali praticamente con tutti i paesi con cui fa affari, le guerre commerciali sono buone e facili da vincere".

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Nora semantica: "prosperità" è una della parole chiave nella dottrina New Era di Xi Jinping, ma è contemporaneamente anche il termine con cui Trump ha presentato al mondo le prossime mosse americane (anche i confronti aspri con le "potenze rivali" come la Cina) incluse nel documento strategico sulla Sicurezza nazionale. Il forum viene svolto da 17 anni e si svolge nella città cinese di Boao, sull'isola tropicale meridionale di Hainan. Lo ha reso noto l'Ufficio per il commercio americano, che ha pubblicato un elenco di 1300 prodotti provenienti da Pechino. Il rischio è di tornare a infuocare le tensioni fra Washington e Pechino gia' innescate nei giorni scorsi con l'annuncio di tariffe pari a 50 miliardi di dollari.

Feng ha aggiunto che i funzionari economici di entrambe le parti non hanno di recente avuto colloqui commerciali, che allo stato attuale sono impossibili. Esiste insomma, ed è quello che sottolinea la Deutsche, una fetta di economia americana che 'nasce' direttamente in Cina e che nelle cifre citate dal presidente Usa, che ha sempre parlato del deficit di 500mld, sembra totalmente assente. Non possiamo permettere che tutto ciò continui!

Ma Sharp Eyes non sarà il solo strumento di controllo nelle mani del partito comunista cinese, visto che è già in fase avanzata di test un progetto pilota che prevede l'assegnazione di "crediti sociali" ai cittadini che viaggiano: persone dal passato problematico o considerati "provocatori" dallo stato si vedranno i loro crediti decurtati, e in seguito non potranno acquistare biglietti per treni o aerei con facilità.

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