Fabrizio Corona, il tribunale gli restituisce 1.9 milioni di euro

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Milano - La Sezione misure di prevenzione del Tribunale ha disposto la restituzione di circa 1,9 milioni di euro che erano stati sequestrati a Fabrizio Corona su un totale di circa 2,6 milioni trovati in parte in Austria e in parte in un controsoffitto, chiarendo che le somme sono state "lecitamente guadagnate" e trattenendo la parte di imposte non ancora versate.

Un'altra buona notizia per Fabrizio, che però ha dovuto rinunciare alla sua casa in via De del valore di circa 2 milioni di euro, confiscata dai giudici in maniera definitiva. Si tratta dei soldi che erano stati sequestrati nel 2016, trovati in parte nel controsoffitto dell'abitazione di una sua collaboratrice e in parte in una banca austriaca.

Parlando del paparazzo da poco tornato in libertà, Don Mazzi ha definito Fabrizio Corona come "la divinità di se stesso".

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Anche a via Antonio Pacinotti , altezza Lungotevere Vittorio Gassman, un albero è caduto danneggiando alcuni veicoli in sosta. I pompieri stanno effettuando rimozioni di rami e alberi pericolanti, caduta di tegole, parti di cornicioni e pali pubblici.

Chiesa, insieme al collega Luca Sirotti, hanno espresso "enorme soddisfazione" per la decisione dei giudici.

Don Mazzi, sempre in prima linea per cercare di riabilitare individui allontanati dalla società, non nasconde tutto il suo dissenso verso il Vaticano, usando parole dure e prendendo una posizione netta rispetto alle tematiche spinose che da anni hanno portato la Chiesa al centro di aspre polemiche. Lo stesso procuratore aggiunto Alessandra Dolci aveva chiesto la restituzione di quasi 1,9 milioni e la confisca della casa. Respinta, invece, la richiesta dell'accusa di sottoporre Corona alla misura della sorveglianza speciale.

I ragazzi sono quelli della Comunità Exodus che Don Mazzi ha fondato 34 anni fa, la quale si occupa del recupero di emarginati, drogati, prostitute, e anche di personaggi noti alla cronaca, assassini, vip che hanno avuto a che fare con la giustizia e che scontano in quel luogo il recupero forzato. Il prete non ha quindi risparmiato una critica alla Rai che, a sua detta, non gli avrebbe concesso neppure la campagna per chiedere il 5 per mille in favore della sua comunità, che invece vive grazie alle diarie del Sert ed ai lavori che svolgono i suoi ragazzi (ma con un buco di due milioni l'anno).

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