IKEA: Tribunale respinge ricorso lavoratrice madre su licenziamento discriminatorio

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Il provvedimento del Tribunale di Milano che ha respinto il ricorso presentato da Marica Ricutti nei confronti del licenziamento disposto nei suoi confronti da Ikea, "a nostro avviso appare ingiusto e non condivisibile, e per questo la lavoratrice, con il sostegno della Filcams Cgil Milano, ha già dato mandato ai suoi legali di presentare il ricorso in opposizione, che nei prossimi giorni verrà depositato".

La donna, divorziata con due figli di cui uno disabile, era stata licenziata il 21 novembre dello scorso anno.

"Abbiamo sentito Marica, che non sta bene perché non si aspettava questa sentenza, ma è determinata e convinta nel proseguire la sua battaglia e rivendicare il suo diritto al posto di lavoro", ha riferito sempre Beretta alle agenzie di stampa, aggiungendo che "i colleghi hanno dimostrato solidarieta' a Marica scioperando, nonostante il tentativo dell'azienda di far passare la lavoratrice come una lavativa e un'assenteista".

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Inoltre, si legge nella dichiarazione dell'azienda, "in più occasioni, la lavoratrice - per sua stessa ammissione - si era autodeterminata l'orario di lavoro senza alcun preavviso né comunicazione di sorta, mettendo in gravi difficoltà i servizi dell'area che coordinava e il lavoro dei colleghi, creando disagi ai clienti e disservizi evidenti e non tollerabili". Tuttavia, il colosso dell'arredamento ha poi contestato alla donna due episodi in cui ella non avrebbe comunque rispettato gli orari di lavoro prestabiliti in base ai turni concordati e sarebbe pertanto arrivato il licenziamento. "I problemi di Marica non sono stati tenuti in considerazione e gli interessi di una multinazionale sono stati anteposti a quelli di una lavoratrice che per 18 anni e' stata dipendente Ikea".

E soprattutto è da escludersi la discriminazione per via dei permessi chiesti per il figlio disabile. Per questi motivi, è stata ritenuta legittima la valutazione della "gravità" dei comportamenti della lavoratrice che avrebbero leso il rapporto di fiducia e che avrebbero consentito l'adozione del provvedimento disciplinare espulsivo, che non è stato pertanto reso nullo dal giudice dopo questa prima valutazione in fase d'urgenza. E ha aggiunto: "Sono stati sentiti solo i responsabili di Marica, e anche una collega sindacalista della cui testimonianza però non c'è traccia nell'ordinanza".

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