Nicchi infuriato: "Con la Riforma si rischia una nuova Calciopoli"

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Sono settimane calde per l'Aia.

Marcello Nicchi, presidente dell'AIA, parla, intervenuto a "Radio Anch'io lo Sport", dell'arbitro Oliver e delle dichiarazioni di Buffon nel post Real Madrid-Juventus: "A livello generale non mi permetto di dare giudizi a livello tecnico".

Direi che ieri Mazzoleni è stato uno dei tanti arbitri a fare bene. L'ultima giornata ha confermato che i nostri arbitri sono di grande valore e sono il fiore all'occhiello di una Federazione che non esiste e che è in grande difficoltà. Queste le sue parole: "La situazione è drammatica".

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Trump invece ha rilanciato, dichiarandosi di aspettarsi che gli alleati degli Usa "si assumano maggiori responsabilità per mettere in sicurezza la regione".

MINACCE OLIVER - Cosa ne penso? Buffon è un grande campione che si avvia a una bellissima carriera dirigenziale, ma a certi livelli bisogna stare attenti a cosa si dice perché ci sono i ragazzi che ascoltano. Sciopero? La cosa che sto facendo è cercare di evitarlo. All'estero ognuno ha i propri diversi statuti, dove tutti quanti partecipano alle votazioni del presidente della Federazione. E' incredibile che vogliano toglierci il diritto di voto. "Potrebbe essere l'inizio di una nuova Calciopoli", le sue parole a Radio Rai. Accuse gravi? No, sono dati di fatto. C'è un'organizzazione che non funziona: il rimborso non può essere dato ad un ragazzo dopo sette mesi. Violenza? Ci lotto da dieci anni. Domenica un arbitro di 18 anni è stato picchiato e mandato all'ospedale da un energumeno di 32. E' imbarazzante... arriveremo al punto in cui i genitori non manderanno più i ragazzi ad arbitrare. Ci sono cose che non fanno parte della visibilità. Sono tutti i giorni, in tutti i campi, a difendere la base. Il nostro 2% a chi gioverebbe? Vogliono indebolire il peso politico degli arbitri? Ciò significherebbe dire la propria sulle designazioni, noi siamo bravi perché siamo autonomi. Non ci si preoccupa minimamente del problema dei rimborsi dei volontari. Se fosse successo in Italia avrei difeso l'arbitro, che non può essere offeso e minacciato né prima, né durante e né dopo. "Non posso agire sul modo di pensare di un dirigente italiano", ha concluso Nicchi. E' uno strumento che fa giustizia. Le cose si aggravano. Ci sono poi gli organismi preposti che devono giudicare i comportamenti di tutti gli atleti in campo. Ma a decidere è sempre l'arbitro in campo, questo deve rimanere un caposaldo. Quando ci sono dei dubbi devono andare al monitor, ma non lo possono fare ogni volta che c'è un episodio da rivedere.

GOL MUNTARI - E' ovvio che se all'epoca ci fosse stata la Var quell'errore non ci sarebbe stato. Non ho sentori di gente che dice di togliere la Var, semmai si sta cercando di implementarla. L'arbitro deve votare perché è un diritto democratico. E' un principio democratico di questo Paese e non capisco perché non dobbiamo avere questo diritto. Che poi è un merito al nostro lavoro, perché il 2% è una quota residuale.

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