Putin condanna fortemente l'attacco. Ali Khamenei: "Criminali"

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Ma poi è arrivata anche la condanna di Putin: "La Russia condanna fortemente l'attacco in Siria" ha dichiarato il presidente Vladimir Putin, citato dalla Tass.

"La contraerea siriana ha condotto una battaglia antiaerea, una parte significativa dei missili da crocieta e dei missili aria-terra sono stati abbattuti mentre si avvicinavano agli obiettivi", si afferma nel comunicato del dicastero militare russo.

Si osserva che i raid sono stati compiuti da due navi della Marina degli Stati Uniti nel Mar Rosso, dagli aerei tattici nel Mediterraneo, così come dai bombardieri strategici americani B-1B di el-Tanf. Il numero uno del Cremlino ha affermato che la Russia ha intenzione di chiedere una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza dell'Onu per discutere l'attacco della coalizione occidentale in Siria. Il presidente russo ha definito l'attacco occidentale contro la Siria "un atto di aggressione" contro un Paese che sta combattendo il terrorismo sul suo territorio. Putin ha quindi ribadito che gli esperti militari russi non hanno trovato tracce di cloro o altri agenti chimici nella zona del presunto attacco con armi chimiche.

Gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Francia hanno lanciato più di 100 missili da crociera e aria-terra su obiettivi militari e civili in Siria.

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"Gli Usa e i loro alleati hanno colpito obiettivi militari e civili in Siria in violazione della carta Onu e del diritto internazionale". Lo sostiene il ministero della Difesa russo. In una nota sul profilo Facebook dell'ambasciata russa in Usa, Antonov ha sottolineato: "I peggiori timori si sono realizzati". Abbiamo avvertito che azioni simili non sarebbero rimaste senza conseguenze.

Donald Trump ha sciolto le riserve e, a una settimana dall'attacco chimico alla città siriana di Duma, ha ordinato la rappresaglia in stretto coordinamento con Londra e Parigi. "I media americani e tutti gli altri media occidentali dovrebbero essere consapevoli della loro responsabilità per quanto accaduto: 15 anni fa la Casa Bianca usò una provetta e il suo ministro degli Esteri per giustificare l'attacco all'Iraq".

"Questo è un chiaro messaggio per Assad", ha spiegato il segretario americano alla Difesa, l'ex generale James Mattis, assicurando come al momento non si registrino perdite tra le forze Usa e come sia stato compiuto ogni sforzo per evitare vittime civili.

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