Rapporto salute: "Al Sud si muore molto più che al Nord"

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La sperimentazione prevede l'installazione del sensore sottopelle (per il momento alle cavie da laboratorio) composto da cellule che, manipolate geneticamente, vengono incapsulate in un cerotto rotondo simile ad un neo di circa un centimetro, nel quale resisteranno solo per un anno.Il neo inizialmente è trasparente, ma, eventualmente, si scurisce con la produzione di melanina prodotta dalle cellule del cerotto, nel caso in cui queste rilevino livelli elevati di calcio nel sangue.

L'analisi dell'Osservatorio misura il divario in termini occupazionali tra la fase dell'economia industriale (dati 1977) e l'attuale fase economica postindustriale (dati 2017): il differenziale occupazionale tra Nord e Sud è passato dal 9% a più del 20% in 40 anni, a svantaggio del Mezzogiorno.

L'aspettativa di vita nella provincia di Trento è di 81,6 anni per gli uomini e 86,3 anni, per le donne, un dato che crolla in Campania, dove la speranza di vita alla nascita è la più bassa del paese (78,9 anni per gli uomini e 83,3 anni per le donne).

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In soli 10 anni, ovvero nel 2028, si registrerà una popolazione anziana non autosufficiente pari a 6,3 milioni di persone. Ciò, avverte il Rapporto, porrà "seri problemi per l'assistenza". "L'Italia non è in grado di garantire lo stesso livello sanitario a tutti i cittadini, e in questo la politica ha fallito miseramente creando disparità inaccettabili sul territorio - prosegue Rienzi - Per questo proponiamo di ridurre in modo proporzionale la quota di tasse relativa al settore sanitario a quei cittadini che risiedono in Campania e nelle regioni del sud dove la mortalità per malattie come i tumori registra numeri superiori rispetto alla media nazionale".

Lì dove la prevenzione funziona, si muore meno di tumore e di altre malattie croniche, patologie cardiovascolari o di diabete. Non solo, il rapporto evidenzia anche che nel sud Italia una persona su cinque dichiara di non aver soldi per pagarsi le cure, quattro volte la percentuale osservata nelle regioni settentrionali. A sottolinearlo è il direttore scientifico dell'Osservatorio nazionale sulla salute delle regioni italiane, Alessandro Solipaca, in occasione della presentazione del Rapporto Osservasalute.

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