Spiagge: non sono servizi, ma beni

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I bagnini non prendono in concessioni dei beni, ma dei servizi.

"Finalmente la verità sulle concessioni balneari viene a galla". Così Lara Comi, eurodeputata di Forza Italia e vicepresidente del gruppo PPE al Parlamento europeo, commenta le parole pronunciate dall'ex commissario al mercato interno Frits Bolkestein nel corso dell'incontro di oggi pomeriggio a Montecitorio organizzato dall'associazione Donnedamare. Il fatto è che "parliamo di concessionari demaniali delle spiagge, sono oltre 30mila e rappresentano una categoria economica molto importante - ripete l'autore della famigerata, male intesa e vituperata direttiva - sono Piccole e medie imprese e molta occupazione arriva dalle Pmi: economicamente parlando sono molto importanti, e non vedo come possano essere considerati servizi". E la sua interpretazione va confrontata con decine di pareri e di pronunciamenti giuridici avvenuti in questi lunghi anni. Cosa che veniva considerata contraria alla direttiva. Enon è certamente difficile immaginare un asse tra centro-destra e M5S contro una delle più "odiate" direttive, almeno nella forma in cui è stata recepita in Italia. Non è la prima volta che si esprime in questo senso Frederik Bolkestein, padre della direttiva europea che dal 2006 è la bestia nera dei balneatori italiani, anche perché da allora nessun governo è stato in grado di varare una legge che regolamentasse il settore restando nei binari chiesti da Bruxelles.

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Portano un mix di passione e professionalità in tutto ciò che fanno e hanno una storia fantastica in questo genere. Il regista di Ready Player One e la Amblin Entertainment hanno stretto un accordo con la Warner Bros.

La partita del commercio ambulante Gli ambulanti per ora ripartono dalla proroga inserita nell'ultima legge di bilancio con un emendamento presentato dal Partito democratico (contrario il ministro dello Sviluppo economico). "Sono sicuro che siamo ad un cambio di rotta". E quindi le loro concessioni balneari non devono andare a gara. L'obiettivo - secondo i proponenti della norma - sarebbe mettere effettivamente a gara solo le concessioni di chi ci ha costruito un business, speculando sull'affitto delle licenze.

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