Stop a Telegram immediato, scatta il secondo ordine in Russia

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Per l'autorità delle telecomunicazioni i codici erano necessari per individuare i messaggi di eventuali terroristi e aver modo così di risalire alle loro identità, cosa resasi necessaria sin dall'attacco alla metropolitana di San Pietroburgo di un anno fa in quanto gli 007 avevano scoperto che i terroristi si scambiavano messaggi tramite l'applicazione per pianificare l'attacco.

Il Tribunale distrettuale di Tagansky, a Mosca, doveva esprimersi oggi, 13 aprile, sulla richiesta del Roskomnadzor - l'organismo russo di controllo sui media - di bloccare l'applicazione di messaggistica Telegram per il suo rifiuto di condividere col governo le informazioni sugli utenti.

Anche in quel caso Durov si oppose a fornire le chiavi e Telegram venne multata per 800mila rubli.

Nel 2017 il Roskomnadzor aveva chiesto a Telegram di rispettare la legge che obbliga tutti i fornitori di servizi online a registrarsi in Russia e di consegnare le chiavi della crittografia all'Fsb, i servizi di sicurezza federali.

Furgone con due chili di tritolo fermato al Traforo del Monte Bianco
L'autista del furgone , un soggetto dell'est Europa, sarebbe stato fermato e nei sui confronti sono in corso accertamenti. Con lui viaggiavano altri passeggeri, anche loro originari dell'Est europeo, che da alcune ore sono sotto interrogatorio.

Di certo adesso Telegram farà ricorso in appello contro questa sentenza ma il blocco è già esecutivo e sarà in vigore fino a che non saranno soddisfatte le richieste della FSB. "Telegram utilizzerà metodi incorporati per bypassare il blocco (imposto da una corte russa) senza richiedere l'intervento degli utenti, sebbene l'accessibilità al 100% del servizio senza Vpn non sarà garantita", ha spiegato Durov. Sulla sua pagina del social VKontakte, il fondatore dell'app ha commentato: "Telegram può permettersi di non tener conto dei flussi finanziari o della vendita di pubblicità: la privacy non si vende e i diritti umani non possono essere sacrificati per paura o avidità".

Dopo aver raccolto 850 milioni di dollari la società di Durov si prepara alla quotazione in borsa e punta ben presto a sviluppare Telegram Open Network, dove ci si potrà scambiare beni fisici e digitali.

Gli avvocati che rappresentano gli interessi della società in Russia (Pavel Durov vive all'estero, negli Emirati Arabi Uniti) hanno annunciato l'intenzione di ricorrere in appello contro il blocco deciso oggi dal tribunale.

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