Alessandro Sallusti: "Matteo Renzi mi disse: ti spacco le gambe, basta***"

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Pesantissime accuse da parte di Sallusti, direttore de Il Giornale, che si racconta nel salotto di Peter Gomez a La Confessione, su canale Nove.

E ancora, Sallusti spiega a Peter Gomez: "Io dico: 'Sai cosa c'è?"

"Era una vigilia di Natale e suona il telefonino: 'E' Palazzo Chigi, le passo il presidente'".

Berlusconi ora si può candidare
Nel caso specifico, cancella lo stato di incandidabilità previsto dalla legge Severino , che invece doveva durare cinque anni. Inizialmente circolavano alcuni dubbi sulla concessione della riabilitazione per la questione della buona condotta.

In serata la secca smentita dell'ufficio stampa dell'allora premier: "Matteo Renzi non ha mai pronunciato le parole riportate da Sallusti - si legge in una nota diramata dall'ufficio stampa dell'ex segretario Pd - nè in tono serio, ovviamente, ma neanche in tono scherzoso". Dico: 'Buongiorno presidente come sta? "Preso atto infatti che Forza Italia starà all'opposizione, Travaglio teme che - non essendosi dissolto il centrodestra - Matteo Salvini farà anche da lunga mano del Cavaliere nel nascente governo Cinquestelle-Lega, fatto che porterebbe all'inquinamento della pura razza grillina, quella per intenderci che ha prodotto i roghi dei bus romani", scrive un ficcante Sallusti. Lui inizia: 'Come sto un cazzo, tu sei un bastardo'. Ma continua a non capire e prova a placare l'ira di Renzi.

Ma nel mirino del direttore ci finisce anche Salvini stesso. "Stiamo su Scherzi a parte?", prova a chiedergli. A quel punto, Renzi ha affermato: "'Ma quale Scherzi a parte, io vengo sotto casa e ti spacco le gambe". "Non ci siamo parlati per due anni". Berlusconi, un po' indispettito perché aveva dato disposizioni di non essere disturbato, va a rispondere e dice: 'Sì, sì, sì presidente, va bene presidente'. "D'ora in poi la faremo noi". Il racconto del giornalista si chiude col colpo di scena: "In ginocchio, Berlusconi guarda i convocati e dice: 'Signori, questa è l'ultima volta che mi vedrete in ginocchio di fronte alla politica".

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