Ambasciata USA a Gerusalemme: morti 52 palestinesi durante manifestazione

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Oggi negli scontri tra i manifestanti e l'esercito israeliano sono morti almeno 52 palestinesi e ne sono rimasti feriti più di 1.000.

In un nuovo tweet il portavoce del ministero della Salute a Gaza, Ashraf al-Qudra, conferma un bilancio di "43 martiri" a causa dell'intervento delle forze israeliane. Gli Stati Uniti, ha aggiunto Trump, "mantengono il loro impegno per facilitare un accordo di pace duraturo".

"La capitale di Israele è Gerusalemme". Gli Stati Uniti, ha aggiunto il presidente nel suo messaggio video, mantengono il loro impegno per preservare lo "status quo" dei luoghi sacri di Gerusalemme ed estendono la loro "amicizia" oltre che ad Israele, anche ai palestinesi e agli altri vicini della regione.

Tel Aviv - Tutto è pronto in Israele per il trasferimento dell'ambasciata Usa da Tel Aviv e Gerusalemme, come promesso lo scorso dicembre dal presidente americano Donald Trump quando annunciò il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato ebraico.

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Alla cerimonia il presidente americano si esprimerà con un video-messaggio. Parole colte al volo da Netanyahu che - in una cerimonia segnata da un diffuso senso religioso - ha ringraziato Trump "per aver avuto il coraggio di mantenere la sua promessa". Netanyahu, inoltre, ha esortato il mondo a riconoscere e accettare Israele così com'è, con la sua capitale, il suo Parlamento, la sua Corte Suprema e i suoi Ministeri a Gerusalemme. "Dio benedica Gerusalemme, capitale indivisa di Israele" ha scandito Netanyahu concludendo il suo discorso. Tra i morti negli scontri di protesta, secondo Amnesty International, ci sono anche 6 bambini.

Ci saranno anche Ivanka Trump e il marito Jared Kushner a Gerusalemme per l'apertura dell'Ambasciata USA nella Città Santa, proprio nel 70esimo anniversario della nascita dello Stato di Israele. Forte condanna anche dall'Egitto.

L'esercito israeliano ha praticamente raddoppiato gli uomini sia in Cisgiordania che al confine con la Striscia di Gaza. Una nostra scelta voluta che deriva da una valutazione obiettiva: solo la follia omicida di Hamas può gettare migliaia di palestinesi nel progetto demenziale e inutile di "invadere" Israele, solo la ferocia della destra israeliana, incarnata dal ministro della Difesa "sovietico" Avigdor Liebermann, può rispondere a questa follia assassina di Hamas non con mezzi di contenimento non letali (idranti, pallottole di gomma, lacrimogeni), ma a suon di sventagliate di mitra.

SCIOPERO E MARCIA - Nella Striscia è in atto uno sciopero generale, che riguarda le scuole, le università, le banche e i negozi, per permettere ai palestinesi di partecipare in massa alla marcia "del milione" contro l'inaugurazione della nuova ambasciata americana a Gerusalemme e per il Giorno della Nakba, o Catastrofe, come nei Territori viene commemorata la fondazione di Israele. L'appello a manifestare è stato rivolto da tutte le fazioni palestinesi, compresa Hamas che governa la Striscia di Gaza.

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