Detenuto a rischio di radicalizzazione islamica evade da un ospedale a Milano

Share

Un detenuto è evaso dal carcere di massima sicurezza di Opera, alle porte di Milano.

E proprio le modalità in cui sono state attuate le due fughe, hanno scatenato aspre polemiche sul regime di detenzione dei soggetti radicalizzati. Tra coloro che rientrano nel livello alto, 180 sono in carcere per reati comuni e 62 perche' sospettati o condannati per reati connessi al terrorismo islamico. Probabilmente l'affiliato all'Isis deve aver approfittato di un momento di distrazione dei suoi carcerieri, tre agenti, per fuggire lontano da occhi indiscreti, e far perdere le proprie tracce. La polizia ha immediatamente dato il via a una caccia all'uomo in tutta Italia.

Un uomo detenuto al carcere di Opera di Milano è evaso il 18 maggio. Si tratta di Ben Mohamed Ayari Borhane, un tunisino di 43 anni. L'uomo era stato arrestato e incarcerato con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga. Il 40enne avrebbe finito di scontare la pena nel 2030.

Deiva Marina, coppia trovata morta in auto
I carabinieri, che stanno eseguendo i rilievi, riferiscono di una ferita alla testa dell'uomo e una alla testa della moglie . Secondo la prima ipotesi avanzata dai carabinieri, giunti sul posto, si tratterebbe di omicidio-suicidio .

Secondo quanto dichiarato dalle autorità, per riuscire a evadere il detenuto ha fatto in modo di essere momentaneamente allontanato dal carcere. Una volta arrivato in ospedale, è stato collocato in una stanza al piano terra, con gli agenti penitenziari in servizio fuori dalla camera. Le ricerche non si limitano alla provincia di Milano: è stato diramato un allarme in tutta Italia. E' considerato molto pericoloso per il rischio di radicalizzazione islamica.

Le note di ricerca sono state diramate sull'intero territorio nazionale a tutte le forze dell'ordine.

Era il 23 luglio quando Moccia ha deciso di scappare e non rientrare in carcere.

Share