Il pilota del volo MH370 scomparso della Malaysia Airlines "decise di suicidarsi"

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Il volo era decollato dall'aeroporto di Kuala Lumpur con destinazione Pechino, ma era scomparso inspiegabilmente dopo circa 38 minuti dalla partenza. "E' stata un'azione fatta deliberatamente e pianificata in un periodo di tempo prolungato", ha detto Martin Dolan, il leader delle ricerche nell'Oceano Indiano terminate nel 2017.

Tra gli innumerevoli investigatori specializzati in incidenti aerei, che hanno lavorato al caso, emerge il nome di Larry Vance, il quale cerca di spiegare ciò che sembra essere accaduto negli ultimi istanti precedenti alla scomparsa: il pilota, prima di aver depressurizzato l'aereo e reso dunque i passeggeri e tutto l'equipaggio di volo privi di coscienza, avrebbe indossato una maschera dell'ossigeno, facendo precipitare l'aereo non con un impatto brusco, ma con un atterraggio controllato, facendo così disperdere il minor numero possibile di detriti.

Dopo anni di ricerche e di analisi il team è arrivato alla conclusione che sia stato il pilota a far sparire il Boeing 777 e poi probabilmente a farlo schiantare. In particolare, la virata sopra la città di Penang, dove Zaharie era nato, è interpretata dagli investigatori come la prova di un ultimo saluto prima di lanciarsi verso la morte.

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E infatti, dai filmati non si notava scendere nessuno dallo sportello lato guida, né tanto meno aprire il portellone posteriore. La perquisizione del furgone ha permesso di individuare elementi utili, come tracce ematiche e peli.

A bordo vi erano 239 persone tra passeggeri e membri dell'equipaggio. Gli inquirenti sarebbero d'accordo con questa ipotesi ma il mistero si infittisce, visto che tuttora non sono stare recuperate tracce del velivolo.

Il dubbio che resta è sulle tracce del volo MH370 della Malaysia Airlines perse dai radar. Il suo matrimonio era in crisi, e lui si opponeva alla voglia di separazione della moglie. Lo scorso gennaio, una nuova missione finanziata da privati ha iniziato a setacciare l'oceano in un'area adiacente a quella già perlustrata, e continuerà fino a fine giugno. Ma non è l'unico: secondo l'Aviation Safety Network, dal 1976 schianti per volontà del pilota sono avvenuti 12 volte.

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