Il primo embrione artificiale è realtà: niente ovuli né spermatozoi

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Il primo embrione artificiale è stato generato nel laboratorio dell'Istituto di Medicina rigenerativa dell'Università di Maastricht, in Olanda.

Per ottenere questo risultato i ricercatori hanno utilizzato le cellule staminali prese da una blastocisti di topo, ovvero quelle cellule che danno origine alla placenta, insieme a quelle che formano successivamente l'intero organismo.

Il secondo step dello studio è stato infatti quello di trasferire i blastoidi nell'utero di una femmina di topo in stato di pseudo-gradivanza in modo da consentire l'impianto di questi sulle pareti dell'utero: a questo punto i ricercatori hanno osservato come tali strutture cellulari vadano incontro a eventi di rimodellamento simili a quelli osservati al momento dell'impianto vero e proprio e inducano modificazioni della mucosa uterina - come ad esempio permeabilità vascolare locale e anastomosi dei trofoblasti con la parete uterina della madre.

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E così procederemo come da normativa. "Nei mesi scorsi abbiamo anche incontrato le famiglie", ha concluso Cavallone. Scattano i primi divieti di accesso a scuola previsti dallalegge Lorenzin sull'obbligatorietà dei vaccini.

Strutture del tutto simili a embrioni, ribattezzati blastoidi, sono state artificialmente create in laboratorio da ricercatori olandesi. Così facendo, in provetta, le cellule hanno formato una struttura che è simile a quella dell'embrione nella sua fase di iniziale sviluppa, detta blastocisti, in cui si forma la sacca che racchiude proprio le cellule staminali. L'annuncio del primo embrione artificiale arriva a 60 anni dalla nascita del primo bambino in provetta e a 22 dalla clonazione della pecora Dolly, che ha aperto la via alla ricerca sulle staminali: raccoglie l'eredità di entrambe quelle ricerche e costituisce un ulteriore passo in avanti verso la comprensione del linguaggio che rende possibile l'uomo artificiale. riproduzione riservata ®. I ricercatori l'hanno rappresentata in 3D usando i mattoncini delle costruzioni: verdi per l'involucro e rosse per la struttura interna da cui nascerà l'organismo. Capire questo è importante perché permette di comprendere i meccanismi dell'infertilità che nasce da un difetto nell'impianto dell'embrione. La sua unicità è di essere "nato" a partire da cellule staminali e non da ovuli e spermatozoi.

In futuro gli scienziati saranno in grado di produrre in laboratorio embrioni artificiali umani? . "La nostra intenzione - avevano detto gli autori di quell'esperimento - non è creare esseri umani, ma mettere a punto terapie salvavita per un grande numero di malattie, come diabete, ictus, cancro, Aids e malattie neurodegenerative come il Parkinson e l'Alzheimer". In questa direzione, sempre nel 2016 è partito il progetto dell'Atlante delle origini, teso a ricostruire tutte le fasi del passaggio dalle cellule all'individuo e coordinato dal Laboratorio Europeo di Biologia Molecolare (Embl-Ebi) e dal Wellcome Trust.

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