La bufala di Carlo Cottarelli favorevole all’uscita dall’euro

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Tocca a Carlo Cottarelli.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha detto no a Paolo Savona al ministero dell'Economia, uomo di fiducia di Luigi Di Maio il quale, a sua volta, ha chiesto l'impeachment per la più alta carica dello Stato. "Di fronte alla deriva nazionalista e autoritaria di Lega e Movimento 5 stelle che intendono collocare l'Italia ai margini orientali dell'Europa a fianco di Polonia e Ungheria - aggiunge Pizzetti contattato telefonicamente - il presidente Mattarella è stato un fermo punto democratico, unico statista italiano". E' una posizione chiara da parte del Presidente della Repubblica, che nel suo discorso ha reiterato la prospettiva secondo cui la speculazione finanziaria non lascerebbe scampo all'Italia. Il Capo di Stato ha inoltre osservato come l'antidoto alla "crisi" non possa che essere il rafforzamento della "sensibilità democratica e la fedeltà ai principi che ispirano la nostra convivenza". Né si vede la possibilità di trovare uno sbocco alla situazione che si è creata.

Dario Franceschini, via tweet, ha invocato la necessità di ritrovare l'unità persa.

Ci va giù molto pesante, Deidda, nell'analizzare le responsabilità: "Torneremo al voto, ma non cambierà nulla perchè ci sarà sempre qualcuno più in alto che deciderà". Carlo Calenda, dal canto suo, ha fatto sapere di essere pronto a metterci la faccia, assicurando la sua candidatura alle prossime elezioni. Così anche Alessandro Di Battista, tra i big del M5S, mette per iscritto di non voler lasciare la presa.

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Le gomme? Penso e spero che questa resterà la nostra gara peggiore. "Ho visto tante bandiere australiane sul percorso e ringrazio anche per questo sostegno".

EURO - "Condivido in parte le analisi di Borghi e Bagnai, ma le mie conclusioni sono diverse e penso che dobbiamo rimanere nell'euro", spiegava Cottarelli il 10 marzo nel corso di un incontro sul debito pubblico alla luce dei risultati elettorali. Come assicura lui stesso, si "deve credere e lottare per le proprie idee". In questo momento, del resto, il leader della Lega sembra guardare soprattutto agli alleati di centrodestra, in particolare a Silvio Berlusconi.

Mattarella ha invece sottolineato: "Ho agevolato in ogni modo il tentativo M5s-Lega di formare un Governo e quindi nessuno può dire che sia io l'ostacolo al cambiamento. La nota di ieri era la stessa di Renzi". Le proposte di Cottarelli però non hanno entusiasmato Renzi, che nel 2014 è tornato al Fmi in qualità di direttore esecutivo. In ultima analisi Cottarelli ha ribadito la sua direzione europeista: "Necessario per l'Italia rimanere nell'Unione Europea, si può crescere restando all'interno della moneta unica".

Laureato a Siena, master presso la London School of Economics, Cottarelli ha lavorato dal 1981 al 1987 presso la divisione del settore finanziario e monetario di Bankitalia; dopo l'esperienza di un anno nelle vesti di di responsabile del dipartimento di Ricerca economica di Eni, è entrato nel Fondo Monetario Internazionale nel 1988, dove ha lavorato per diversi dipartimenti, tra cui il dipartimento europeo, il dipartimento dei mercati monetari e dei capitali, il dipartimento degli Affari fiscali. Ossia il rapporto nel quale vengono analizzati i bilanci pubblici delle principali economie.

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