La moglie di Weinstein rompe il silenzio: non sapevo nulla

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Adesso è il turno della moglie del controverso produttore, Georgina Chapman, e le sue dichiarazioni in queste ore stanno facendo discutere parecchio. Infatti, Georgina Chapman, è la stilista del celebre brand d'alta moda "Marchessa", fondato insieme alla collega Keren Craig, e seppur i suoi abiti siano sempre stati apprezzati e indossati con soddisfazione dalle star negli eventi più importanti, negli ultimi mesi è stato il primo marchio scartato dalle dive, che si rifiutano di indossare i suoi abiti, come se a prendere ago e filo fosse stato proprio Weinstein. La stilista ha parlato a Vogue Magazine raccontando un periodo durissimo: "Ho perso quasi cinque chili in dieci giorni. Ho pensato: chi sono io per farmi vedere in giro mentre accade tutto questo?", racconta alla rivista. "Ci sono momenti in cui piango per i miei figli (India e Dashiell, entrambi avuti da Weinstein - ndr)". "Ho momenti di rabbia, di confusione, di incredulità". Inoltre la moglie di Weinstein ha confessato di piangere per i suoi figli, domandandosi spaventata cosa dirà e penserà la gente. "Loro vogliono bene a loro padre", aggiunge. Poi ha aggiunto che non vuole essere vista come una vittima "perché non penso di esserlo. Sono una donna che è finita in una situazione terribile, ma non sono sola". Non riuscivo più a trattenere il cibo [.] La mia testa girava all'impazzata. La vicenda raccontata in uno dei primi articoli su Harvey risaliva a un periodo in cui ancora non ci frequentavamo quindi non ero in grado di giudicare. "Ho capito dopo il primo articolo uscito sui media che non si trattava di un singolo incidente", ha confessato (La donna annunciò di aver preso la decisione di separarsi dal marito, dopo dieci anni di matrimonio, nel giorno stesso della pubblicazione dell'inchiesta del New Yorker, ndr.) "Ho avuto bisogno di allontanarmi e portare i bambini fuori di qui", aiutata dall'attore David Oyelowo, amico di lunga data.

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Sempre sui social Vincenzo ha commentato: "Il comune di Sorrento fa parte dello Stato italiano e non del Vaticano . Rivendichiamo gli stessi diritti degli altri cittadini e chiediamo uguaglianza".

Una vita mandata in frantumi dalle malefatte di suo marito, un nome rovinato, per lei che di lavoro fa la fashion designer, si è ritrovata a fronteggiare la bufera ricaduta inevitabilmente anche sul suo lavoro.

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