Manifesto shock a Roma: "Aborto prima causa femminicidio"

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"L'aborto è la prima causa...Continua a leggere".

Dopo il pullman contro l'ideologia gender CitizenGO, il network internazionale legato alla destra cattolica sbarcato in Italia dalla casa madre spagnola ai tempi del Family Day, dà vita ad una nuova campagna provocatoria.

Roma - "Chiediamo alla Sindaca Virginia Raggi di intervenire immediatamente per far rimuovere questo vergognoso manifesto, affisso in via Salaria a #Roma da uno dei gruppi a nostra parere pro-odio e contrari alla libertà di scelta delle #donne". A Roma da questa mattina sono apparsi manifesti che recitano: "L'aborto è la prima causa di femminicidio nel mondo".

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Sarà curioso quindi vedere come Ilary Blasi gestirà la situazione in caso ve ne fosse bisogno. Se invece lo facessi io potrei disintegrare volti... ma non ne ho voglia, mi reputo di più!

Roma - Di seguito le parole della segretaria della Cgil di Roma e del Lazio, Tina Balì.

La campagna da parte di CitizenGo Italia è iniziata proprio a qualche giorno dal quarantennale dell'approvazione della legge 194, che ha introdotto e disciplinato in Italia l'interruzione volontaria della gravidanza. #StopAborto". Alle polemiche di chi accusa un accostamento di pessimo gusto, la violenza sulle donne e l'aborto, sempre Savarese ha risposto: "Si tratta di dire che "la ibertà di scelta per le donne che hanno diritto a essere informate correttamente sulle conseguenze sempre drammatiche dell'aborto, sottolineando il "entativo di censurare e silenziare chi afferma la verità sull'aborto, che sopprime la vita di un bambino e ferisce gravemente quella della donna". "Tale campagna - aggiunge la dem chiedendo l'intervento dell'AgCom - si basa, infatti, su assunti completamente infondati. Accostare, poi, un diritto delle donne a una violenza come il femminicidio è quanto di più disgustoso possa essere fatto". "Mi aspetto - conclude Cirinnà - che davanti a un'azione cosi culturalmente grave tutto l'arco parlamentare, ad iniziare dalle forze che intendono costituire il prossimo governo e da tutte le donne presenti in parlamento e nelle istituzioni, vogliano difendere una legge dello stato che garantisce libertà delle donne, indipendentemente dalla propria morale".

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