Mattarella omaggia Luigi Einaudi

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Il presidente emerito della Corte costituzionale non ha escluso che il Capo dello Stato "possa richiamare l'esigenza di rispettare questi criteri e il 117 - articolo della Costituzione - sugli impegni internazionali".

Certo non siamo in un regime presidenziale, ma rilevante resta il potere del Presidente della Repubblica in questo delicato passaggio politico e istituzionale.

"Cercando sempre leale sintonia con il governo e il Parlamento, Luigi Einaudi si servì in pieno delle prerogative attribuite al suo ufficio ogni volta che lo ritenne necessario".

Tra un passato che è ancora presente e un presente che dimentica la Costituzione il presidente della Repubblica interviene duro alla vigilia della giornata nella quale Luigi Di Maio e Matteo Salvini dovrebbero fargli sapere il nome del premier che hanno scelto per guidare l'esecutivo giallo-verde.

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Per Einaudi "tale l'importanza che attribuiva al tema della scelta dei ministri, dal volerne fare oggetto di una nota verbale, da lui letta il 12 gennaio 1954 - ha rilevato il capo dello Stato - in occasione dell'incontro con i presidenti dei gruppi parlamentari della Democrazia Cristiana", rispettivamente Aldo Moro e Stanislao Ceschi, dopo le dimissioni del governo Pella.

"Le osservazioni al governo non avevano mai "indole di critica, sebbene di cordiale collaborazione o di riflessioni comunicate da chi, anche per ragioni di età, poteva essere considerato un anziano meritevole di essere ascoltato". Il capo dello Stato ha il potere di nominare il presidente del Consiglio, anche non avvalendosi delle indicazioni espresse dal principale gruppo parlamentare, ha anche ricordato Mattarella.

"Il costituzionalismo di Luigi Einaudi, testimoniato dalla sua attivissima partecipazione al dibattito dell'Assemblea costituente, si può riassumere nel binomio libertà e buongoverno". Fu il caso illuminante del potere di nomina del presidente del Consiglio, dopo le elezioni del 1953. "Due elementi che esprimevano le convinzioni piu' profonde dello studioso Einaudi: solo una societa' libera e robusti contropoteri avrebbero impedito abusi". "Di qui il suo profondo convincimento avverso all'assemblearismo". In un intervento a porte chiuse all'interno del Comune (ma con le immagini proiettate su maxi-schermo nella piazza centrale di Dogliani), lo storico Massimo Salvadori ha ricostruito il profilo dello statista per conto della Fondazione Luigi Einaudi. "E', scrisse in quella nota, 'dovere del presidente della Repubblica evitare si pongano precedenti grazie ai quali accada o sembri accadere che egli non trasmetta al suo successore, immuni da ogni incrinatura, le facoltà che la Costituzione gli attribuisce'". Che ci sono tempi e modi dettati dalla Costituzione secondo i quali prima si dovrà confrontare con il premier incaricato e poi si passerà alla scelta "importantissima" dei ministri.

La presidenza di Einaudi fu "tutt'altro che 'notarile'" ha detto Mattarella, ricordando che "Einaudi rinvio' due leggi approvate dal Parlamento, perche' comportavano aumenti di spesa senza copertura finanziaria, in violazione dell'art".

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