Pil, nel primo trimestre crescita dello 0,3%. Stima dell'1,4% per il 2018

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Tornando all'Italia l'incremento congiunturale del pil è legato soprattutto all'aumento del valore aggiunto di settori come l'agricoltura, la silvicoltura, la pesca e i servizi, pressoché invariato il valore aggiunto dell'industria. Dal lato della domanda, c'è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta.

La variazione acquisita per il 2018 è pari a +0,8%. Lo rileva l'Istat, che intanto registra per il tasso di occupazione, salito di 0,2 punti su febbraio, al 58,3%, il livello più alto da ottobre del 2008. A marzo 2018 la quota di persone che non hanno un lavoro né lo cercano, scende al 34,3%, segnando il minimo dall'inizio delle serie storiche del 1977. Il numero degli inattivi si è ridotto di oltre 100 mila unità in solo mese. La crescita dell'occupazione interessa tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni, sottolinea l'Istituto di statistica, con un aumento maggiore per i giovani 25-34enni (+0,9 punti percentuali). A marzo la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni è diminuita dello 0,8% (-104 mila). La crescita congiunturale dell'occupazione interessa tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni.

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Anche per l'intera Unione Europea (EU-28) è attesa una crescita del PIL dello 0,4% su trimestre (+0,6% il precedente) e del 2,4% su anno (+2,7% il dato precedente). L'aumento ha interessato gli uomini e tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni. Nell'ultimo mese si stima una ripresa degli indipendenti, che recuperano in parte la diminuzione osservata nei primi due mesi dell'anno e, in misura più lieve, dei dipendenti a termine, mentre restano sostanzialmente stabili i permanenti.

Stando ai numeri, la crescita è dovuta interamente alla componente maschile mentre per le donne, dopo l'aumento dei mesi precedenti, si registra un calo. Sono cresciuti i dipendenti a termine (+66 mila), mentre sono diminuiti lievemente i permanenti (-8 mila) e in misura più consistente gli indipendenti (-37 mila). Nell'arco di un anno, invece, i disoccupati risultano ancora in calo, attestandosi a 2 milioni 865 mila (-4,0%, -118 mila).

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