Repubblica del Congo: nuova fase dell'epidemia di Ebola

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L'ebola è un virus particolarmente aggressivo in grado di causare una febbre emorragica potenzialmente mortale per uomini ed altri primati (scimmie, gorilla, scimpanzé). L'evoluzione, spiega Peter Salama, inviato dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, potrebbe portare ad un "aumento esplosivo" dei casi. A oggi, 514 persone, che potrebbero essere entrate in contatto con soggetti infetti, sono state allertate dalle autorità sanitarie nazionali, e sono in fase di osservazione.

"Un nuovo caso di malattia da virus Ebola è stato confermato a Wangata, uno dei tre distretti sanitari di Mbandaka, una città di quasi 1,2 milioni di abitanti nella provincia di Equateur, nella Repubblica Democratica del Congo nordoccidentale", fa sapere l'Agenzia sanitaria delle Nazioni Unite, che sta impiegando circa 30 esperti nella città. Un'altra partita arriverà presto nel paese.

Ma nelle ultime ore il ministro della Sanità Oly Ilunga Kalenga ha confermato il riscontro del primo caso a Mbandaka, città di oltre un milione di abitanti situata a 130 chilometri dal centro in cui è stato osservato il primo focolaio. Ora c'è il potenziale per un aumento esplosivo dei casi"."Uno sviluppo preoccupante", ha definito così la situazione il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreseyus, che su Twitter ha scritto: "Ora abbiamo gli strumenti migliori di sempre per combattere Ebola.

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Ma ciò non toglie che la stagione della squadra di Ranieri è da ritenere positiva, con una salvezza ottenuta in maniera tranquilla e con grande anticipo rispetto alle aspettative di inizio stagione.

L'ebola tra il 2013 ed il 2016 Ha determinato la morte di circa 11000 persone in Sierra Leone, Liberia, Guinea, Nigeria Ma anche molti casi di infezione in Camerun, Niger, Burkina Faso, Mali, Costa d'Avorio, Ghana, Togo, Combo, Società Democratica Congo, Marsica via Mauritania e Senegal ed è tornata a far paura lo scorso 8 maggio il giorno in cui il governo della Repubblica Democratica del Congo annunciato la comparsa di un nuovo focolaio. Le strutture sanitarie a Bikoro hanno funzionalità molto limitate e le aree colpite sono difficili da raggiungere, in particolare durante l'attuale stagione delle piogge, poiché le strade sono spesso impraticabili.

I numeri dell'epidemia sono in crescita. Ora l'allarme arriva dalla Repubblica democratica del Congo e l'Oms sta cercando di non perdere tempo. "Da quando è stato fatto l'annuncio dell'allerta a Mbandaka - ha aggiunto Ilunga - i nostri epidemiologi stanno lavorando sul campo" per "identificare le persone che sono state in contatto con casi sospetti".

Inoltre, MSF e il suo centro di ricerche epidemiologiche Epicentre stanno lavorando insieme al Ministero della Salute e all'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per l'implementazione del vaccino per l'Ebola (rVSVDG-ZEBOV-GP), come ulteriore misura di controllo dell'epidemia. Sul territorio congolese sono già disponibili 4000 dosi di vaccino, ma la difficoltà nella somministrazione riguarda soprattutto le zone periferiche perché il farmaco va conservato a temperature molto basse (intorno ai -60 gradi).

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