Sarà inaugurata oggi l'ambasciata statunitense a Gerusalemme

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Lunedì 14 maggio 2018 è il giorno del contestato spostamento dell'ambasciata degli Stati Uniti in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme. In mattinata il premier Benjamin Netanyahu ha tenuto una riunione di governo al Bible Lands Museum, durante la quale sono stati adottate una serie di decisioni che riguardano Gerusalemme per rafforzarne la posizione come capitale d'Israele.

Si sono avvicinati alla frontiera e hanno lanciato pietre in direzione dei soldati che hanno risposto sparando.

Ripristinata la Ferrovia del Brennero tra Mezzocorona e Trento
Sulla linea della Valsugana la circolazione è ripresa normalmente e i treni viaggiano con circa 10 minuti di ritardo. Due incendi sono stati appiccati ad altrettante centraline ferroviarie nella notte tra il 10 e l'11 maggio.

Intanto Ivanka Trump e il marito Jared Kushner sono arrivati a Tel Aviv per la cerimonia d'inaugurazione dell'ambasciata americana. In massa si stanno preparando ad attraversare il confine. Tra misure di sicurezza imponenti, oggi la decisione di Donald Trump dello scorso dicembre diventerà realtà, nonostante la forte opposizione del mondo arabo, dei palestinesi, dell'Onu e di gran parte della comunità internazionale, Ue compresa, tutti preoccupati che questo passaggio segni la fine della soluzione a 2 Stati. E domenica gli israeliani hanno cominciato a festeggiare: migliaia hanno marciato per le strade di Gerusalemme, alcuni sventolando bandiere Usa, per celebrare il 'Jerusalem Day', cioè la festività annuale di quella che lo Stato ebraico definisce la "riunificazione" della città a seguito della Guerra dei sei giorni del 1967. Gerusalemme è infatti considerata capitale dagli israeliani, ma è a sua volta (la parte est) considerata futura capitale di un futuro Stato indipendente dai palestinesi. Non ci saranno - secondo i media - né la Russia né l'Egitto. Si tratta di Romania, Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, mentre tutto le "big" hanno deciso di dare "buca" per sottolineare la contrarierà della mossa del numero 1 della Casa Bianca.

Alla cerimonia di oggi nonparteciperanno i rappresentanti diplomatici degli altri Paesi, non invitati per evitare il boicottaggio di cui si è vociferato da parte degli altri Paesi. Ma gli avvertimenti servono a poco. Nella prima fase si trasferiranno soltanto l'ambasciatore David Friedman e i suoi collaboratori più stretti, meno di una mezza dozzina di persone.

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